Sono sempre più frequenti gli atti di violenza nei confronti degli omosessuali, anche in questa Italia che sembra camminare al contrario. Il fatto è accaduto di pochi giorni fa nella capitale, nei pressi del Colosseo: all’uscita di un locale gay un ragazzo è stato picchiato a sangue da un manipolo di aguzzini che non ha risparmiato insulti e rubandogli anche il cellulare.

Il ragazzo 24enne ha fatto in tempo ad avvisare il compagno via cellulare, prima che il branco di giustizialisti dell’ultimo secondo gli si scagliasse addosso con una violenza disumana, pari agli istinti più bassi della catena alimentare.

Ironia della sorte, se così vogliamo definirla, i soccorritori accorsi in suo aiuto si sono visti rifiutare, da un bar nei pressi, il prestito di qualche tovagliolino di carta utile per tamponare il sangue del ferito. Dimostrazione di quanto questa nazione sia arretrata dal punto di vista del “conoscere e del sapere”.

Ricoverato d’urgenza all’Umberto I, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto, il giovane ha rischiato seriamente di perdere l’occhio.

Molti i cori di sdegno da parte della classe politica romana e italiana, in primis il sindaco Gianni Alemanno e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.

L’Arcigay di Roma ha lanciato un appello alle forze dell’ordine

affinché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta. […] Sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili.

Intervistato anche il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, che ha dichiarato:

Gli episodi di violenza quotidiani che sentiamo riportare dalla stampa e che i nostri operatori registrano sul territorio ogni giorno sono un campanello d’allarme di un’escalation di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cosiddetti “diversi”.

Ora sono in tanti a premere, in primis il ragazzo 24enne, perché il Presidente del Consiglio approvi la legge contro l’omofobia, in standby da troppo tempo.