Dopo i casi di violenza ai danni di giovani ragazzi gay, avvenuti poco tempo fa a Roma, e le recenti polemiche generatesi per via del convegno a Roncadelle (Brescia) che avrà luogo il 21 e 22 maggio, attraverso il quale verranno tristemente spiegati i possibili metodi per “guarire” dall’omosessualità, sabato scorso la città di Bolzano è stata sede di una nuova gravissima aggressione a un ragazzo del luogo.

Il giovane era appena uscito dalla discoteca gay-lesbo “Sei come sei” insieme al suo compagno e si era recato al pub “Soul Kitchen”, per prendere qualcosa da mangiare dopo la lunga notte trascorsa a ballare e a divertirsi.

Il divertimento però è durato poco ed è anzi finito in un’aggressione che ha dello sconvolgente: la coppia si è scambiata un breve bacio sulle labbra ed è stata notata da un ragazzo, il quale si è avvicinato per insultarli e offenderli con battute pesantissime che, in tutta sincerità, non osiamo nemmeno immaginare.

Dopo avergli chiesto gentilmente di lasciarli stare in pace, è arrivato un altro gruppetto di ragazzi, otto in totale, che hanno iniziato a spintonare uno dei due giovani. L’azione è stata così violenta che Simone Giovannini, questo il nome del ragazzo gay, è finito a terra ed è stato colpito da tutti gli otto ragazzi con calci ovunque, anche in faccia.

Per fortuna il titolare del chiosco ha chiamato la polizia e il gruppetto di delinquenti è scappato via a bordo di due automobili, una Punto e una Citroën. I danni riportati da Simone però sono veramente gravi: un serio trauma cranico, frattura multipla al braccio sinistro, contusioni ovunque e ferite alle labbra e alle orecchie. In più, furto del portafogli, cellulare e altri oggetti che il giovane aveva con sé.

La prognosi è di 25 giorni, sempre se non ci saranno complicazioni di alcuna sorta. L’episodio è a dir poco sconcertante, è davvero inconcepibile che nel 2010 ci sia un’arretratezza mentale di questo genere e che, tra l’altro, questa sconfini sempre più spesso in una violenza che ha dell’incredibile. Del resto, la discriminazione ai danni di gay, lesbiche, bisex e transessuali avrebbe dovuto finire molto tempo fa.

A tal proposito, è stato indetto un concorso nazionale, nel quale lo scopo di chi vorrà partecipare sarà quello di creare uno spot della durata di 60 secondi contro la lesbofobia. Anche se i casi di aggressione verso le ragazze lesbiche sono molto più rari rispetto a quanto avviene ai danni dei gay, l’importante è far ascoltare la propria voce e tentare una campagna di sensibilizzazione che aiuti la comunità GLBT a vivere più serenamente.