In vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, la Commissione di Vigilanza Rai si è riunita per mettere a punto le regole sui programmi TV nel periodo della campagna e garantire il rispetto della parcondicio. La novità più significativa riguarda l’approvazione di una norma che assimila alle regole della comunicazione politica, nell’ultimo mese prima del voto, anche le trasmissioni di approfondimento giornalistico.

Trasmissioni come “Ballarò”, “Porta a Porta”, “Annozero” non potranno andare in onda oppure dovranno trasformarsi in tribune elettorali regolamentate, già a partire dall’ultima settimana di febbraio. Tale decisione è passata con i voti del centrodestra e del relatore, il radicale Marco Beltrandi, e con la netta opposizione del Pd, che ha abbandonato i lavori.

Immediate le reazioni e le proteste, sia da parte dell’opposizione che dei giornalisti. Pierluigi Bersani, segretario del PD, ha commentato duramente:

Una decisione da rivedere perché tocca profili di libertà. La preoccupazione del centrodestra è quella di chi vuole ovattare la realtà e nascondere i problemi. Non c’è incompatibilità alcuna tra trasmissioni di approfondimento giornalistico affidate alla responsabilità dei conduttori e all’osservazione della Vigilanza e l’apertura nel palinsesto di finestre elettorali che mettano tutte le forze in parità di condizioni. Con questa impostazione la decisione della Vigilanza va rapidamente riconsiderata.

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, invece, fa sapere che:

La Rai è sempre tenuta al rispetto delle decisioni della Commissione parlamentare di vigilanza. Le novità in materia di comunicazione e informazione politica introdotte dal regolamento approvato ieri dalla Commissione presentano aspetti che richiedono un immediato approfondimento. Per questo motivo, il consiglio di amministrazione discuterà del tema, di cui è già stato investito il direttore generale, per valutare l’impatto del regolamento sulla linea editoriale delle trasmissioni e più complessivamente sulla gestione aziendale a vari livelli.

Decisamente meno pacata la reazione dei giornalisti. Giovanni Floris, conduttore di “Ballarò”, dichiara:

Siamo davanti all’ingordigia della politica che si mangia l’editore, l’azienda, i conduttori, i giornalisti e anche gli ospiti. Oltre, naturalmente, ai telespettatori che pagano il canone. Esistono i programmi appositi che assicurano spazi alle parti politiche, ma queste ultime vogliono di più e pretendono di occupare trasmissioni di successo sperando che il pubblico resti incollato alla fascia oraria, a prescindere da quello che va in onda. Non credo sia il ruolo dei parlamentari quello di disegnare i palinsesti, fare gli inviti per il martedì sera, selezionare gli argomenti da trattare: i parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti. Non è d’altronde compito di un giornalista parlare di argomenti stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri. Non credo infine sia l’aspirazione del pubblico Rai quella di scoprire al posto della trasmissione che ama un susseguirsi di dichiarazioni di candidati alle Regionali.