La Rai ha paura de “Il caimano“? Sembrerebbe proprio di sì, dato che a quanto pare l’ha acquistato per cinque anni a un prezzo molto alto ma non l’ha ancora trasmesso. Le ragioni di questa scelta da parte della Rai ci sono ignote, ma soprattutto lo sono al regista del film, Nanni Moretti, ora al cinema con “Habemus Papam“.

Così, Moretti, dopo il taglio della scena finale del lungometraggio a “Parla con lei” e il diniego di trasmettere “Il caimano” su Rai 3, si toglie un sassolino dalla scarpa, chiedendosi perché la Rai tenga chiuso il film in un cassetto. E lo fa intervistato al talk show di La7, “In onda“, condotto da Luisella Costamagna e Luca Telese.

Galleria di immagini: Habemus Papam

Moretti ha spiegato nel dettaglio la situazione:

“Ho tanti difetti e non mi piace per niente fare la vittima, infatti sono tre anni che non dico nulla. Il film è costato tantissimo, 8 milioni e mezzo di euro, il 25% in più del previsto. Io co-produco solo con la Rai, ma questa è stata l’unica volta che ho preferito produrlo da solo. Dopo che il film è uscito è stato acquistato dalla Rai per un milione e mezzo di euro per cinque passaggi in altrettanti anni. Sono già passati tre anni e un mese e ancora non è stato mai trasmesso. I miei genitori mi hanno insegnato ad assumermi la responsabilità di quello che dico e di quello che faccio delle mie scelte o delle mie non scelte. Per ora non è stato messo in onda. Qualcuno mi spieghi perché.”

Attendiamo quindi le spiegazioni della Rai. Anche se il film in questione è decisamente controverso, date le non troppe velate allusioni al premier Silvio Berlusconi: nella pellicola, un produttore in disgrazia realizza questo film, mentre si ritrova a combattere battaglie nella sua vita privata. Il film parla dichiaratamente del premier, e in particolare nella scena finale, il capo di stato viene condannato a sette anni a seguito – si presume – del processo SME: è solo, i suoi alleati gli hanno voltato le spalle e lui compie una disamina di ciò che ha fatto nella sua vita.

Secondo molti, però, ne “Il caimano”, la tematica politica è di secondaria importanza, rispetto alla trama fondamentale che è la storia di un uomo fallito, che cerca di riprendersi a tutti i costi la propria vita, anche attraverso un progetto che non viene appoggiato da tutti.