Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una polemica nata dalla possibilità che il direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini, venga sostituito durante il prossimo CdA Rai.

Nonostante questa possibilità, all’attuale direttore non sono state proposte nuove occupazioni in organico. Questo episodio ha scatenato il malcontento in Rai, a partire da Ruffini stesso, il quale tenta di capire da chi è partita l’idea di sostituirlo:

In questi anni siamo l’unica rete Rai a non aver perso ascolti rispetto al moltiplicarsi di numero e alla crescita di ascolto degli altri canali. Certo, il presidente del Consiglio non apprezza molti dei nostri programmi. Ha telefonato in diretta anche a Ballarò per ripeterlo. Rai Tre non gli piace.

Numerosi i commenti alla vicenda, soprattutto provenienti dalle persone che a Rai Tre ci hanno lavorato o ci lavorano, le quali si sentono parte integrante della vicenda.

Corrado Augias, giornalista scrittore e conduttore televisivo, spiega che l’attacco a Paolo Ruffini è la dimostrazione che la Rai è ormai diventata uno strumento politico:

Rimuovere Paolo Ruffini dalla direzione di Rai Tre sarebbe la prova definitiva che la Rai ha cessato di essere un’azienda per diventare un vassallo politico. Dal punto di vista aziendale non c’è nessuna ragione per cui questo provvedimento possa essere giustificato.

Secondo il conduttore di Ballarò, Giovanni Floris, Paolo Ruffini è un elemento validissimo di cui la Rai non dovrebbe fare a meno:

Io penso che se il Consiglio di amministrazione e i vertici Rai si occupano di Rai Tre debba essere solo per confermare una volta per tutte Paolo Ruffini. Credo che uno come Ruffini ogni azienda starebbe attenta a tenerselo stretto, essendo quello che ha tirato su la rete migliore, con i migliori ascolti e la migliore qualità.

Non poteva mancare il commento della Dandini, che lavora a Rai Tre con “Parla con me”, la quale ipotizza l’intervento del Presidente del Consiglio dietro questa manovra:

Per usare una parola gentile, l’idea di mandar via Ruffini mi sembra quantomeno inopportuna. È assurdo, il mondo sembra andare al contrario: lo si vuole punire perché è andato troppo bene? È vero che il presidente del Consiglio ha più volte fatto capire che Rai Tre è una rete che non gli piace, ma dal momento che ce ne sono altre, in TV non è mica obbligato a guardarla, può cambiare sempre canale.

Anche il responsabile comunicazione del PD, Paolo Gentiloni, non manca di mostrare pubblicamente il suo disappunto:

L’attacco politico a Rai Tre colpisce quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Rai. Con Ruffini la rete ha dimostrato che è possibile fare ascolti con programmi di qualità. Se si cancellasse questa esperienza verrebbero meno le ragioni stesse del servizio pubblico.

Insomma, pare proprio che dovremo aspettare il termine del prossimo CdA Rai, in programma mercoledì 4 novembre, per saperne di più.