Departures” è un film giapponese diretto da Yojiro Takita, uscito al cinema il 9 aprile.

Dopo aver vinto l’Oscar come miglior film straniero agli Academy Awards del 2009, “Departures” ha collezionato più di 70 premi in giro per il mondo, entusiasmando pubblico e critica.

Daigo Kobayashi è un giovane violoncellista costretto a tornare nella sua città Natale dopo lo scioglimento dell’orchestra di cui faceva parte.

Daigo, per mantenere sé stesso e sua moglie, accetta un impiego come nokanshi (in giapponese “maestro di deposizione nella bara”), incaricato di preparare il defunto per l’ultimo viaggio, eseguendo un complesso ed elaborato rituale.

Nonostante una prima riluttanza e difficoltà, Daigo rimane affascinato da questo singolare lavoro e attraverso il costante contatto con la morte, riuscirà a comprendere quali siano i valori importanti nella vita.

La sua nuova occupazione però non è ben accetta da parenti e amici, soprattutto da sua moglie Mika, che presto lo abbandonerà. Ma il suo amore per la vita e il tempo aiuteranno Daigo a rincorrere il lieto fine.

Departures” è un film emozionante, intenso, un inno alla vita attraverso la celebrazione della morte.

Anche se il film è prettamente giapponese, nei tempi come nei colori, si affronta un tema universale, qual è quello dell’importanza della morte soprattutto per i parenti del defunto. La sceneggiatura è sapientemente equilibrata tra momenti di umorismo e momenti di puro lirismo, mentre la regia è lineare e sempre attenta.

Lo stesso cerimoniale funebre è pura poesia: un rituale di rara grazia, un’antica cerimonia fatta di piccoli gesti e di eleganti movimenti che raccontano un culto funebre millenario, proprio del Giappone più tradizionale.

Il regista Takita Yojiro, veterano del cinema giapponese, celebra con questo film un emozionante inno alla vita e al poetico viaggio nell’aldilà.

“Departures” è un piccolo gioiello cinematografico, poesia allo stato puro.