Recensione Genitori & figli: Agitare bene prima dell’uso

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“Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso” è l’ultima commedia agro-dolce di Giovanni Veronesi che uscirà al cinema il 26 febbraio.

Il film, che vede protagonisti nomi illustri del cinema italiano, come Michele Placido, Luciana Littizzetto, Silvio Orlando, Margherita Buy, Max Tortora, Elena Sofia Ricci, Vittorio Emanuele Propizio, Piera Degli Esposti, e attori esordienti come Chiara Passarelli e Andrea Fachinetti, racconta dell’eterno confronto tra il mondo dei genitori e quello dei figli.

Alberto (Michele Placido) è un professore d’italiano vecchio stampo: ha poca dimestichezza con i computer, conosce meglio Catullo che il “GF”. Gigio (Andrea Fachinetti) è suo figlio, ha una ventina d’anni e il suo sogno è lavorare nello spettacolo.

Tra padre e figlio scoppia una furibonda lite: Gigio vuole partecipare al “Grande Fratello”. Così Alberto, amareggiato e confuso, per cercare di comprendere le scelte del figlio, decide di assegnare alla sua classe il tema “Genitori e figli: istruzioni per l’uso”.

Nina, studentessa quattordicenne, decide di affrontare il tema raccontando la verità sulla sua famiglia. Descrive il suo complicato rapporto con i genitori separati, parla del fratellino minore, Ettore, che è razzista e di una misteriosa nonna che ricompare all’improvviso dopo vent’anni. Ma soprattutto Nina racconta per la prima volta di sé, delle sue amiche, dei suoi primi amori.

In realtà dai racconti di Nina, Alberto scoprirà anche delle informazioni sul proprio figlio.

Il regista Veronesi, dopo i successi di “Manuale d’amore 1 e 2″ e “Italians”, decide di affrontare il delicato tema del rapporto tra i genitori e i figli nella società contemporanea. Veronesi analizza il nucleo familiare, diviso e allargato, confuso e distante. I genitori cercano di incontrare i figli parlando di affetti, nascosti dietro a mille bugie e inganni, di valori che la società non riconosce più, e allo stesso tempo i genitori da un lato e i figli dal’altro risultano inermi e isolati, ognuno chiuso nel proprio mondo.

Il film nasce come una commedia, che fa sorridere in molte parti, per diventare tragica e drammatica poiché non propone alcuna soluzione all’eterno conflitto genitori e figli.

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Tag: abduction, michele placido
  • angela

    La questione è antica come l’uomo, solo che adesso manca un contesto e dei valori condivisi.

  • VERONICA

    IL PASSAGGIO GENERAZIONALE NON è MAI INDOLORE. OGGI è RESO DRAMMATICO DALLA CRISI DELLA FAMIGLIA E DEI VALORI.

  • JaKaiser

    E’ reso ancor più drammatico a causa di questa cinematografia italiana, che continua a propinare lo stesso noioso tema dello scontro generazionale. Paura di affrontare il genere “fantastico” o l’”avventura”? Non ci son più dei Sergio Leone?

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