Dal libro inchiesta di Jon Ronson nasce “L’uomo che fissa le capre“, l’esordio alla regia di Grant Heslov, che già in passato si era manifestato come un ottimo sceneggiatore e buon caratterista. È un film grottesco e sopra le righe, dove tutti e quattro i mattatori, senza esclusione alcuna, recitano volutamente in maniera marcata. Il film sarà nelle sale venerdì 6 novembre.

La storia è in parte vera, visto che il libro in questione è nato come inchiesta giornalistica, e racconta di un Ewan McGregor, reporter appena tradito dalla moglie, che partirà in cerca di un riscatto dal punto di vista professionale per l’Iraq.

Lì incontrerà un reduce, George Clooney, che con il solo sguardo è capace di far spostare le nuvole e di ammazzare le capre.

Addentrandosi nella vicenda, il reporter scoprirà che in realtà esiste all’interno dell’esercito americano una vera e propria unità che fa ricerche nel campo del paranormale, creata anni prima da un ufficiale hippy (Jeff Bridges), mentre l’altro protagonista del film Kevin Spacey interagirà con il lato oscuro della forza utilizzandolo per i propri fini.

Del film bisogna dire che nonostante la sceneggiatura lo richiedesse, alcune interpretazioni sono davvero eccessive, una su tutte proprio quella di Clooney che qui è troppo impegnato nel produrre facce e strizzare l’occhio.

Un limite ulteriore lo conferisce il finale un po’ troppo caotico, ma godersi al cinema uno pseudo esercito di Jedi con Ewan McGregor all’interno, non è una cosa che andrebbe persa.