Robin Hood” è l’attesissimo film epico diretto da Ridley Scott, con protagonista Russell Crowe e Cate Blanchett, che ha aperto il Festival di Cannes 2010 e uscirà al cinema domani.

Il fortunato e vincente binomio Scott-Crowe ritorna, dopo molti anni, sul grande schermo per un nuovo ed emozionante “Gladiatore”, questa volta, in versione arco e frecce.

Il film si basa sulla leggendaria figura di Robin Hood, l’eroe inglese che rubava ai ricchi per sfamare i poveri.

Negli anni la figura di Robin Hood è stata oggetto di molte produzioni cinematografiche e televisive, ma il regista Scott ha deciso di dargli un taglio originale, raccontando la storia dell’eroe prima che diventasse la nota figura leggendaria.

Nell’Inghilterra del XIII secolo, Re Riccardo Cuor di Leone (Danny Huston) sta tornando in patria dopo dieci anni di crociate in Terrasanta. Tra i suoi soldati c’è anche Robin Longstride (Russell Crowe), abile arciere che ha lasciato l’Inghilterra da bambino.

Durante un’ultima battaglia in territorio francese il Re morirà e, per una strana fatalità, Robin si ritroverà a ritornare in Inghilterra per restituire la spada di Sir Loxley a Nottingham. Robin a Nottingham s’innamorerà della vedova di Sir Loxley, Lady Marion (Cate Blanchett). Intanto il principe Giovanni viene eletto Re e aumenterà le tasse sulla popolazione, che già impoverita deciderà di rivoltarsi contro il dispotismo del neo-re.

L’Inghilterra è in pericolo: i Francesi stanno per conquistare le coste.

Robin riuscirà a unire i cavalieri inglese in una battaglia epica per scacciare l’invasore francese. Il Re Giovanni, geloso della fama raggiunta da Robin, decide di condannarlo. Da qui inizia la leggenda di Robin Hood.

La versione di Ridley Scott è sicuramente un “Robin Hood Begins“, ricco di scene di battaglia e una bellissima e attenta ricostruzione storica.

Il maestro della cinematografia Scott regala con questo film un nuovo kolossal, con bellissime fotografie, tanta azione, amore e battaglie epiche.

In realtà il film risulta storicamente poco credibile: Robin Hood, da arciere illetterato diventa padre della “Carta della Foresta”, l’ante Magna Carta, e la stessa Lady Marion non è più la dama gentile e delicata della storiografia cinematografica ma diventa una valorosa guerriera.

Un po’ “Sbarco in Normandia” un po’ “Signore degli Anelli” anche le stesse scene di battaglia perdono la loro originalità e verve.

Crowe è invecchiato, appesantito. La sua interpretazione monocorde mal si accosta all’agile figura del giovane Robin Hood.

Se la sceneggiatura da un lato risulta originale, dall’altro lato presenta lacune e invenzioni storiche troppo palesi.

“Robin Hood” non è “Il Gladiatore“: manca la storia, l’autenticità, l’emozione del grande kolossal.

Nel cast ci sono anche gli ottimi interpreti William Hurt e Max von Sydow.