The Killer Inside Me” è uno psicho-drama diretto dal noto regista inglese Michael Winterbottom (“With or Without You”, “Wonderland”) con Jessica Alba, Kate Hudson e Casey Affleck, che uscirà al cinema il 26 novembre. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Jim Thompson, noto autore che ha ispirato e collaborato anche con registi del calibro di Stanley Kubrick.

“The Killer inside me” è una storia di brutale violenza e di intenso dramma interiore, che si ambienta in una piccola cittadina del Texas negli anni Cinquanta. Lou Ford (Casey Affleck) è un vice sceriffo conosciuto e stimato da tutti, ma che ha un lato oscuro, causato da traumi infantili. Egli si risveglia quando incontra Joyce (Jessica Alba), una giovane prostituta. Compito di Lou è di riuscire ad allontanare la ragazza dalla cittadina perché ritenuta scomoda a causa della sua relazione amorosa con il giovane rampollo della famiglia più ricca della città.

La violenza di Lou diventa follia omicida che scivola nel drammatico, le cui conseguenze implicheranno anche l’uccisione di altri.

Il film ha destato molte critiche a causa delle scene di violenza tra il protagonista Casey Affleck e le sue controparti femminili, prima Jessica Alba, poi Kate Hudson. Il regista, infatti, non risparmia scene cruenti di pura violenza che rendono il bel viso di Jessica Alba orribilmente tumefatto.

Nonostante l’attenta ricostruzione dell’atmosfera dell’America anni ’50 e la fedele trasposizione cinematografica del romanzo, il regista non riesce a descrivere il percorso psicologico della mente criminale del suo protagonista. Così ad una prima parte del film, dove si gettano le premesse di una pellicola pulp e drammatica, non segue uno sviluppo narrativo profondo e realistico. Manca la tensione, la follia, il masochismo: tutti fattori che avrebbero dovuto caratterizzare la psicologia del protagonista della pellicola. Lo stesso Casey Affleck, in genere apprezzabile sotto il punto di vista interpretativo in film come “Ocean’s Thirteen” e “Gone Baby Gone”, non sembra essersi calato nel suo ruolo di psicopatico assassino che si nasconde dietro la finta normalità della borghesia americana.

“The Killer inside me” risulta così un’opera incompiuta: la trama è accennata, ma non spiegata, e i personaggi abbozzati ma non approfonditi. In realtà, risulta sempre difficile adattare cinematograficamente le opere letterarie, soprattutto quando, come in questo caso, la storia s’incentra sul dramma interiore di un criminale che sfocia nella follia più sadica e violenta.

Così il film diventa un racconto macchiettistico, che regala scene di violenza gratuite, senza riuscire a raccontare o a porre in essere la vera storia.