Com’è nato il sito Internet più visitato del mondo (dopo Google), nonché il più grande fenomeno sociale dai tempi della nascita della parola? A ricostruire la storia di Mark Zuckerberg e di Facebook, una delle invenzioni che, nel bene o nel male, più hanno segnato l’ultimo decennio ci pensa David Fincher. Dopo “Il curioso caso di Benjamin Button”, il regista torna alle atmosfere di “Fight Club” e come quello parlava perfettamente degli anni ’90, “The social network” riesce a farlo ancora meglio degli anni Zero.

“The social network” è uno di quei rari film in cui tutti gli aspetti funzionano e si incastrano alla perfezione: fotografia curatissima, dialoghi eccellenti, una storia che ricostruisce la nascita di Facebook nell’università di Harvard romanzata con una tensione costante, quasi ci trovassimo in un thriller, musiche tese e inquietanti composte da Trent Reznor (Mr. Nine Inch Nails), il personaggio di Mark Zuckerberg reso da Jesse Eisenberg in tutte le sue sfaccettature, da genio nerd dotato di un’intelligenza pazzesca a traditore del suo unico amico, il co-fondatore del social network Eduardo Saverin, interpretato da un’eccellente Andrew Garfield (prossimo Spider-Man cinematografico).

Un aspetto ben evidenziato dalla pellicola è proprio il contrasto stridente tra l’uomo che ha creato il più grande fenomeno sociale del millennio e la sua incapacità di socializzare. Punto di forza del film è infatti proprio quello di riuscire a essere non solo un film biografia su uno dei più importanti personaggi del presente, bensì una storia su valori universali come l’amicizia, l’insicurezza e appunto la solitudine.

Nel cast spicca anche un Justin Timberlake ormai attore maturo nei panni dell’estroverso genietto Sean Parker di Napster, il programma che ha cambiato il mondo della musica, il concetto di condivisione e affossato le case discografiche in un sol colpo. Altra rivelazione è poi la ex di Zuckerberg interpretata da Rooney Mara, pure lei con un futuro da star davanti visto che sarà l’agguerrita Lisbeth Salander nel remake americano di “Uomini che odiano le donne”, sempre firmato da Fincher.

“The social network” è quindi una di quelle storie che vanno conosciute per capire meglio il mondo in cui viviamo, uno di quei film in grado di parlare della nostra epoca con tutte le sue contraddizioni e Mark Zuckerberg è il perfetto simbolo di come si possa essere una superstar di Internet ma avere zero richieste d’amicizia nella vita reale.