Il j’accuse lanciato qualche giorno da Red Ronnie nei confronti di Giuliano Pisapia ha sollevato, come facile intuire, a una fitta polemica in Rete. E, così, la sua bacheca di Facebook è stata presa d’assalto da oltre 10.000 persone motivate dal temibile “effetto Pisapia“. Il noto conduttore, ormai rassegnato, ha comunicato che lascerà gioie e dolori dei social network.

Il tutto è cominciato la scorsa settimana quando Red, preoccupato per i concerti da lui organizzati in quel di Milano, ha accusato Giuliano Pisapia di essere il responsabile della cancellazione dell’evento LiveMI pensato da Palazzo Marino. Gli utenti di Facebook hanno subito rimarcato come si trattasse di una boutade immotivata non essendo Pisapia l’attuale sindaco meneghino, ma il noto esperto musicale ha rincarato la dose giustificando il tutto con “il vento del cambiamento” e “l’effetto Pisapia”, una terribile ondata di oscurantismo che avrebbe addirittura effetti retroattivi. Non pago, ha quindi pubblicato più volte una videointervista a Letizia Moratti, Ronnie è infatti addetto alla comunicazione YouTube della candidata del Pdl, in cui Pisapia viene tacciato di voler istituire le “stanze del buco” spingendo, quasi fosse obbligatorio, i giovani alla droga.

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Un simile background polemico non ha potuto far altro che generare la reazione stizzita degli abitanti di Facebook, social network spesso senza filtri data la comunicazione mediata di un monitor. Gli insulti, però, si sono preso trasformati in ironia, con un elenco a tratti geniale delle nefandezze ipotetiche di cui Pisapia sarebbe colpevole. Ronnie ha così commentato:

“L’invasione che sto subendo da ormai 5 giorni nella mia pagina Red Ronnie di Facebook è qualcosa per me assolutamente inspiegabile. Un post al secondo, 80.000 in un giorno. Per questo ho creato una pagina blog redronnie.it abbandonando Facebook agli invasori. All’inizio offendevano in maniera pesante, bestemmiavano pure. Poi hanno trasformato l’assalto in ironia sull’effetto Pisapia, che però si riconvertiva immediatamente in rabbia e violenza se cercavi di replicare. Anche i commenti sui video del canale YouTube, che ho lasciato liberi, sono qualcosa di allucinante. Non parliamo poi di quando mia figlia ha caricato un video sul canale YouTube RedRonnie dove voleva divertirsi…”

E proprio il filmato della figlia Luna è uno dei più cliccati di tutta questa vicenda. La giovane, mossa dal tentativo di difendere il padre, si è lanciata in un’accusa virtuale ai detrattori, colpevoli di aver frainteso Red Ronnie e di essere illegali, perché a suo avviso accusare qualcuno di fascismo sarebbe un “reato costituzionale“. Gli ascoltatori, tuttavia, non le hanno perdonato la svista, perché il nostro ordinamento prevede il reato, penale, di apologia di fascismo e il divieto di ricostituzione del suo partito, così come riportato dalle disposizioni finali della Costituzione e dalla Legge Scelba del 1952. L’accusa di fascismo, semmai, potrebbe rientrare a vago titolo nel campo della diffamazione, ma di cui l’interpretazione giuridica è tutto fuorché che certa. Per questo motivo anche la pagina Facebook della ragazza, Lunarchia, è stata presa d’assalto nelle ultime ore.

Nel frattempo Red ha deciso di aprire un proprio blog, lasciando la sua bacheca Facebook ormai assediata dagli utenti che ne han preso di fatto il possesso. Sarà sempre colpa dell’effetto Pisapia?