Dopo il successo della raccolta di firme per il referendum elettorale, ha destato stupore la posizione del Ministro degli Interni Roberto Maroni, il quale darebbe ascolto al milione di elettori che hanno dato il proprio nome e firma per la riforma:

«Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo: anche questo è un segnale forte, sono dell’opinione che vada ascoltato e che si debba procedere al referendum. Non so se il Parlamento si metterà a riformare la legge elettorale, ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum»

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Tale affermazione ha provocato il caos all’interno del gruppo del Carroccio. Lo stesso Roberto Calderoli, che oltre ad essere un esponente leghista e padre del Porcellum è anche il Ministro della Semplificazione Normativa, esclude l’ipotesi di un voto anticipato. Inoltre, insiste sul voler dare fiducia al Governo e si giustifica sulle scelte fatte in passato:

«Credo che ci sia davanti un grosso obiettivo, trasformare l’attuale legislatura in una legislatura costituente. La Lega e il sottoscritto eravamo a favore della legge precedente, il Mattarellum. Ma fummo ricattati da Casini, che voleva il proporzionale, da Fini che voleva la lista bloccata, e da Berlusconi che voleva il premio di maggioranza, con la complicità della sinistra, che non fece nulla per fermare la nuova legge e poi, salita al governo, non l’ha cambiata. Per questo fui il primo a definire quella legge una porcata.»

Secondo Ignazio La Russa l’attuale legge elettorale è ottima. L’unico cambiamento da apportare riguarda le preferenze, per dare alle persone la possibilità di scegliere la composizione del Parlamento:

«La legge elettorale che abbiamo adesso è un’ottima legge solo che si introducano le preferenze. L’opinione pubblica ormai si è convinta, giustamente, che i cittadini devono scegliere anche in tutto o in parte i parlamentari. E allora, cambiamo l’attuale legge elettorale in questo senso, non buttiamo il bambino con l’acqua sporca. La legge che abbiamo adesso è un’ ottima legge; si faccia solo questo cambiamento.»

Ma secondo altri politici, come Antonio Di Pietro, il segnale che gli elettori volevano dare al Parlamento è più forte di una semplice modifica alla legge elettorale: c’era aria di cambiamento ed è giusto accontentare l’elettorato qualora riesca a raccogliere un numero così elevato di consensi.

Fonte: La Repubblica