Dopo il sì definitivo dell’Aula al dl Omnibus, è di ieri sera la notizia del passaggio a legge grazie alla firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Inascoltate le richieste dei promotori del referendum contro il nucleare, che invano hanno invocato Napolitano perché non firmasse la legge truffaldina, come l’ha definita Antonio Di Pietro. Il rappresentante dell’Idv sostiene di rispettare le scelte del Quirinale, ma è preoccupato per gli effetti che avrà questa legge sulla vita dei cittadini:

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“Prendiamo atto e rispettiamo la decisione di Napolitano: non poteva fare altrimenti. Resta il fatto che gli effetti di questa legge sono una truffa ai danni dei cittadini, perché governo e maggioranza tentano in maniera prepotente di impedire che si svolga il referendum, calpestando il diritto di voto degli italiani.”

La legge appena promulgata annulla di fatto il quesito legato al nucleare, verso il quale i cittadini erano stati chiamati a esprimersi il 12 e 13 giugno 2011. La Omnibus, che è in realtà un pacchetto cumulativo, sospende solo temporaneamente l’ipotesi di costruzione di nuove centrali nucleari, garantendo al governo di ridiscuterne la possibilità a solo un anno di distanza, con la facoltà di poter gestire il nucleare a proprio piacimento.

Ultima chance per non invalidare il quesito referendario sul nucleare è l’intervento diretto della Cassazione, chiamata a valutare eventuali incongruenze nel testo. Già fissata per il primo di giugno l’udienza di discussione. Di Pietro ha aggiunto:

“Abbiamo già presentato un’istanza alla Corte di Cassazione e l’abbiamo rinnovata con un’ulteriore memoria esplicativa. La Cassazione ha già fissato l’udienza per il 1 giugno. Ci batteremo contro l’arroganza del governo di Silvio Berlusconi al fine di impedire questo scippo di democrazia”