Il comitato organizzatore del referendum contro la legge elettorale attualmente in vigore, annuncia di aver finalmente raggiunto la quota di 500.000 firme, soglia minima necessaria per indire la consultazione.

La criticatissima legge n. 270 del 21 dicembre 2005, definita dallo stesso ideatore Roberto Calderoli “una porcata”, è accusata di aver di fatto sottratto agli elettori la possibilità di esprimere le proprie preferenze sui candidati da inviare in Parlamento.

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Sulla legge si sono poi espressi negativamente molti politologi e costituzionalisti, tanto che Giovanni Sartori, ironizzando, la rinominò addirittura “Porcellum“. Dal 2005 però, nulla è stato modificato, e oggi è l’iniziativa popolare a chiederne l’abolizione.

I promotori del referendum, entusiasti del risultato raggiunto, non sembrano però volersi crogiolare, e intendono tenere aperti i banchetti di raccolta firme fino al 30 settembre, termine limite posto dalla legge.

«È una svolta che permetterà che i cittadini tornino a partecipare in modo attivo all’andamento politico del Paese scegliendo, con il proprio voto alle prossime elezioni politiche (che potrebbero essere anche anticipate) i propri rappresentanti in Parlamento e non essere più governati da una buona parte di personaggi scelti a monte dai partiti»

Per stare sicuri, quindi, puntano adesso alle 700.000 firme, consci del fatto che la verifica delle firme in Corte di Cassazione fa sempre perdere qualche numero.

L’abolizione della Legge Calderoli, ripristinerebbe di fatto il cosiddetto “Mattarellum”, e aprirebbe la strada a eventuali riforme condivise.