La decisione di ammissibilità della Corte di Cassazione proprio non è stata digerita da Silvio Berlusconi e dal suo governo e, per questo, il Pdl tenta un secondo sabotaggio del referendum nucleare rivolgendosi alla Consulta. L’avvocatura di Stato ha infatti ricevuto una richiesta dal potere esecutivo per riesaminare le decisioni della Cassazione e bloccare definitivamente il quesito per la tornata di voto del 12 e del 13 giugno.

Le decisioni della Consulta non saranno rese note prima di martedì, tuttavia è davvero difficile ipotizzare quali saranno le conseguenze di questo ennesimo ostacolo referendario sollevato dal governo. La Cassazione aveva infatti confermato la chiamata alle urne spostando il quesito nucleare dalla vecchia legge alle nuove norme dell’Omnibus, lasciando immutati gli effetti del voto. Secondo gli avvocati incaricati dal Premier, invece, la consultazione popolare sarebbe da bloccare, per un non meglio noto conflitto di attribuzione volto a verificare “la permanenza dell’originaria intenzione del legislatore” dopo l’adattamento del quesito alla discussa legge Omnibus.

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Il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani così spiega la decisione del governo:

“Ritengo che la Cassazione abbia riproposto un quesito referendario che non è stato sottoscritto da coloro che hanno chiesto di fare il referendum, quindi per dare un giudizio: aspetto la sentenza della Consulta”.

Data la veemenza con cui il governo ha cercato in questi mesi di bloccare il referendum, dal mancato accorpamento alle elezioni amministrative fino alla legge Omnibus, è difficile non credere che vi siano altri interessi che poco hanno a che fare con la legittima opinione dei cittadini. Silvio Berlusconi stesso l’aveva lasciato intendere, nemmeno in modo molto velato, durante un recente incontro con Nicolas Sarkozy, e l’accanimento di queste ultime ore sembrerebbe davvero confermarlo: il governo avrebbe paura del raggiungimento del quorum, perché potrebbe incidere in modo funesto sul “legittimo impedimento“, legge a hoc pensata per salvare Berlusconi e i suoi ministri dai processi giudiziari che pesano sulle loro spalle. L’ipotesi è quindi che, rimuovendo un tema caldo come quello nucleare, i cittadini non si mobilitino per il voto, memori anche del successo che il referendum ha riscosso in Sardegna. E, in effetti, questa indiscrezione sembrerebbe essere confermata dalle ultime prese di posizione del Pdl che, nel corso dell’ultima settimana, ha candidamente invitato gli elettori all’astensionismo.