Si sono chiusi pochi minuti fa i seggi elettorali e, secondo gli istant poll e i primi dati d’affluenza, il quorum è stato raggiunto. La percentuale avrebbe superato il 55%: qualora questi dati venissero confermati, la validità del referendum sarebbe certa anche in caso di conteggio dei voti esteri.

I voti degli emigrati, vittime del cambio di testo sul quesito nucleare, rischiano di determinare l’ago della bilancia dei referendum e, per questo, si pronuncerà la Cassazione il prossimo giovedì. Secondo alcune stime diramate ieri in serata, sarebbe comunque sufficiente il 53% per eliminare lo spauracchio del voto estero: questa sarebbe la soglia per rendere indifferente la considerazione, o meno, delle schede dei nostri connazionali in terra straniera.

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Servirà, invece, ancora qualche ora per scoprire l’esito effettivo della votazione, quando inizieranno le operazioni di scrutinio e si scoprirà, così, chi avrà vinto tra il “Sì” e il “No” sui quesiti legati all’acqua pubblica, al nucleare e al legittimo impedimento.

Una certa insoddisfazione per il raggiungimento del quorum è trapelata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale stamattina ha espresso il rammarico per l’eventuale rinuncia all’energia dell’atomo:

“Dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare e dovremo impegnarci sulle energie rinnovabili”.

Sulla testa del Premier, tuttavia, potrebbe pesare non solo il nucleare, ma soprattutto la legge sul legittimo impedimento. Qualora gli elettori avessero deciso di abrogare la norma, definita dagli oppositori come “salva Berlusconi”, il Presidente del Consiglio non potrà più sollevare conflitti tra il suo ruolo istituzionale e la presenza ai processi, costringendolo quindi a partecipare alle udienze in sede di giustizia. Al momento, sono due i procedimenti aperti a suo carico: il caso Mediatrade e il noto Rubygate.

Una protesta si è sollevata dalle fila dell’Italia dei Valori. Le parole di Berlusconi, così come quelle di conferma di Roberto Maroni, sono state pronunciate a urne ancora aperte e, per questo, avrebbero potuto influenzare gli elettori. Così ha dichiarato il deputato Massimo Donadi:

“In queste ultime ore di voto, in cui si gioca il raggiungimento del quorum, è gravissimo, intollerabile e inaccettabile che Berlusconi interrompa il silenzio elettorale con le sue valutazioni politiche. Parole che potrebbero influenzare la partecipazione elettorale degli italiani. Anche di questo si dovrà iniziare a discutere da domani”.

Non resta che attendere, a questo punto, il termine delle operazioni di scrutinio.