È scontro aperto tra il Movimento Cinque Stelle e il PD. I grillini lamentano un comportamento a dir poco ambiguo da parte del principale partito dell’opposizione in merito ai Referendum sull’Acqua. Alla base delle critiche ci sarebbero alcune presenze all’interno del “Comitato per il No” di esponenti del Partito Democratico.

Non sono valse come rassicurazione le parole spese da Pierluigi Bersani appena dopo la conferma del Referendum sul Nucleare da parte della Corte Costituzionale, i dubbi sul comportamento dei democratici rimangono. L’accusa da parte del consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia, è chiara:

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“La posizione del Pd in merito ai referendum è ambigua: prima erano contrari, oggi sono a favore, domani non sappiamo”

Favia sottolinea dalle pagine de Il Fatto Quotidiano come il Pd e lo stesso Bersani si siano contraddetti nei fatti:

“I due sì, indicati dal Pd per l’acqua pubblica, hanno il sapore dell’opportunismo e della vecchia politica fatta solo di slogan e convenienze. I referendum, infatti, sono vere e proprie martellate ai modelli di gestione affermati proprio dal Pd nelle varie Hera Spa e Iren Spa per non parlare delle leggi pro acqua privata presentate da Bersani a novembre”.

Pietra dello scandalo fu l’articolo 2 comma 4 contenuto nella proposta di legge presentata il 16 novembre 2010 da Bersani, dove si definiva l’acqua pubblica come un bene di rilevanza economica. Definizione accolta con entusiasmo dal Comitato per il No e impiegata per ribadire la possibilità di una gestione affidabile in mani private.