Il movimento Regione Salento all’attacco dei festival musicali “d’importazione”. Il pensiero va subito a Italia Wave Love Festival che parte domani con un ricco cartellone di grandi nomi, di esclusive per la penisola, ma anche di esordienti di grande qualità. L’Italia Wave sta venendo introdotto da alcune questioni, per fortuna però da domani l’unica vera eco sarà la musica di questi grandi ospiti, tra cui spiccano i nomi di Keiser Chiefs, Paolo Nutini, Lou Reed, Verdena e Daniele Silvestri.

Galleria di immagini: Lou Reed

Quelli di Regione Salento, per bocca del loro leader Cristian Sturdà, hanno parlato di festival taroccati, senza fare il nome di Italia Wave. Ma si capisce subito che il riferimento va al festival che quest’anno approda a Lecce, peraltro con orgoglio di molti appassionati salentini di musica e molti meridionali che riusciranno a raggiungere questa zona della Puglia con molta facilità, per la presenza di treni diretti dalle grandi città, ma anche perché a due passi c’è l’aeroporto di Brindisi, collegato al capoluogo salentino con una navetta:

“I salentini ormai sono stanchi di prodotti d’importazione e per giunta taroccati e chiedono più intraprendenza e possibilità per autodeterminare l’organizzazione di cartelloni di matrice nostrana. Spiace doverlo ricordare a chi sembra insensibile a qualsiasi critica costruttiva, convinto com’è della bontà delle sue ricette. Il Movimento Regione Salento, invece, preferisce le pietanze in salsa locale ai festival tarocco. Sarebbe più utile poter organizzare da noi festival e rassegne, come già abbiamo dato prova di sapere fare negli anni precedenti con la Notte della Taranta e altre manifestazioni di caratura nazionale. Abbiamo bisogno di finanziare produzioni locali, perché in questo non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Le nostre agenzie specializzate nella realizzazione di eventi, le associazioni culturali, le cooperative di giovani creativi possono da sole, utilizzando le giuste risorse, in questo caso più di 500mila euro, approntare i cartelloni più appetitosi e originali senza scopiazzature e senza aspettare colonizzazioni culturali che ci offendono e che riempiono semplicemente l’arco di una serata, senza lasciare traccia di sé nei giorni a venire.”

L’altro riferimento va proprio a Lou Reed, che già nel 2003 fu a Otranto per un concerto. Tuttavia, gli appassionati di musica certamente torneranno a vederlo, ben supportati da giovani, che nel frattempo hanno avuto la possibilità di conoscerlo. Inoltre, non è vero che Italia Wave non dà il giusto spazio alle band locali: non solo sul main stage, ma su palchi di tutto rispetto si esibiranno gruppi da tutta Italia, e anche dal Salento, oltre che i noti Sud Sound System e tantissimi gruppi raggae, che nel Salento è quasi la musica di questa terra, già da qualche decennio. Inoltre, sul palco di San Cataldo, per un pubblico di mattinieri, si esibirà un cittadino onorario di Melpignano, luogo dove si tiene “La notte della Taranta”, Giovanni Lindo Ferretti, salentino appunto d’adozione, che nel 2005 esortava i salentini a non svendere la propria cultura per un piatto di lenticchie.

Sembra ingrato sputare inoltre in un piatto in cui mangeranno tutti, albergatori, ristoratori e così via: saranno tanti i turisti e i giornalisti provenienti da tutta Italia per questa manifestazione musicale. E neppure i soldi necessari sembrano troppi: realizzare un service per professionisti come Lou Reed e Kaiser Chiefs richiede costi (e professionalità) non indifferenti e 500mila euro, dato il cartellone, non sembrano davvero troppi. Infine, sembra quasi offensivo sottintendere che il cartellone di Italia Wave non sia abbastanza appetitoso: con la sola presenza di Reed si parla di uno dei padri del rock mondiale, per non parlare del resto degli ospiti. Domani vi diremo nel dettaglio il programma di Italia Wave.