Non sono bastate le polemiche sollevate durante la sua partecipazione al convegno “Giovani e innovazione”, quando ha insultato i precari presenti tacciandoli di essere “l’Italia peggiore“. E non sono servite nemmeno le petizioni online per chiederne le dimissioni: il ministro Renato Brunetta è tornato ad attaccare i precari.

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A rivelarlo è un articolo di Lettera 43, in cui vengono riportate le dichiarazioni al fulmicotone del rappresentante del PDL. I precari, secondo il ministro, dovrebbero essergli grati, perché probabilmente avranno una carriera spianata in politica:

“Le due signore precarie che mi hanno contestato dovrebbero farmi un monumento. Molto probabilmente verranno candidate alle prossime elezioni e magari faranno le sottosegretarie del presidente del Consiglio Vendola o del presidente del Consiglio Santoro”.

Il riferimento è ovviamente alla trasmissione “Tutti in piedi” di Michele Santoro, dove una delle precarie insultate ha preso la parola sul palco. In questo modo, Brunetta coglie la palla al balzo dell’increscioso momento che l’ha visto protagonista per fare propaganda politica, ipotizzando che i lavoratori aticipi siano dei contestatori assoldati dalla sinistra. Forse per non rendere così evidente l’ennesima polemica, il Ministro ha però tenuto a precisare:

“Mi riferivo a quei cinque che non rappresentano assolutamente i 4-5 milioni di lavoratori atipici, flessibili in Italia, ma si autorappresentavano nel loro narcisismo burocratico e clientelare, molto romano”.

E intanto continuano e proteste sulla pagina Facebook del pidiellino, con oltre 18.400 commenti indignati dai precari di tutto lo Stivale. Ma, così come ha ricordato l’onorevole Giorgio Stracquadanio qualche giorno fa, probabilmente verranno considerati dalla maggioranza come elettori di sinistra intenti nel loro far nulla.