Una nuova supertassa in vista, con un probabile aumento del 900%. Una revisione delle rendite che avrebbe conseguenze deleterie sul mercato immobiliare. Con il nuovo valore patrimoniale e le rendite catastali aggiornabili ogni tre anni ai valori di mercato la fiscalità immobiliare diventerebbe insostenibile.

I valori di mercato saranno definiti probabilmente dall’Omi, l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio. Se il nuovo valore venisse usato per determinare l’Imu o altre imposte, si dovrebbero abbassare le aliquote almeno del 30% allo scopo di evitare ulteriori aggravi fiscali. Ma si profila all’orizzonte il rischio di una disparità di trattamento.

Intanto cambierà la rendita catastale. I valori locativi annui, infatti, saranno espressi al metro quadro e non in rapporto al numero dei vani e sarà applicata una riduzione per le spese di manutenzione straordinaria, amministrazione, assicurazioni, adeguamenti tecnici di legge. Il valore annuo al metro quadro, a sua volta, verrà moltiplicato per la superficie e si otterrà la rendita catastale.

È evidente, quindi, la differenza fra il vecchio sistema, basato sui vani, e il nuovo sistema, basato sulla superficie. Viene ripensato, in sintesi, tutto il sistema attuale dei moltiplicatori non solo per l’Imu ma anche per le imposte sulla compravendita. E se venissero mantenute le aliquote in atto e il sistema delle basi imponibili attuali, si avrebbe un aumento delle tasse dal 500 al 900%.

Un risultato assurdo e rischioso, perché non si avrebbe una parità di gettito, anzi si avrebbe sì, ma solo sul totale ma non è garantita in situazioni particolari, dice Vittorio Grilli, vice ministro dell’Economia. Il quale peraltro dice che

“la filosofia di fondo della riforma prevede la parità di gettito. Una volta adeguati i valori patrimoniali a quelli di mercato, se aumenta il valore le aliquote saranno abbassate”.

E comunque non si arriverà alla raccolta completa dei dati prima di cinque anni. Non sappiamo quanto questa notizia possa essere considerata confortante, ma resta sempre all’orizzonte il rischio di una tassazione eccessiva e non ”equa”. Quindi il futuro della tassazione immobiliare è basato sull’accertamento di due valori fondamentali: il nuovo valore patrimoniale e il valore di mercato.