La Rai non intende garantire più la copertura legale alla trasmissione Report. Il programma di Raitre, che noi tutti conosciamo per essere da anni in prima fila nella lotta all’illegalità e per il coraggio delle sue denunce, rischia così di chiudere i battenti, poiché i singoli giornalisti si troverebbero ad affrontare di tasca propria le eventuali spese legali derivanti dalle loro indagini.

Naturalmente si tratterebbe di una responsabilità patrimoniale enorme, tanto maggiore quanto più è esteso lo scandalo, più è importante il personaggio coinvolto e costituirebbe un grosso freno al lavoro degli inviati.

Questa notizia ha, come era prevedibile, scatenato l’indignazione dei più e ha dato vita ad una raccolta di firme con relativo gruppo su Facebook, mentre sul fronte politico è partita la provocatoria proposta di una raccolta fondi pro Report, a tutela dell’informazione libera.

Per la verità le avvisaglie di un imminente polverone si erano viste già prima della chiusura estiva della trasmissione, quando il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva contestato l’inchiesta sulla social card andata in onda ad aprile, che sosteneva fosse stata costruita ad arte per screditare la politica economica del Governo. Ne erano seguiti due esposti inviati il primo all’Autorità Garante delle Comunicazioni (in seguito archiviato) e il secondo alla Commissione di Vigilanza sulla Rai.

C’è da dire però, a conforto dei tanti che temono di essere privati del diritto all’informazione ma ancor di più di un fondamentale strumento di conoscenza della verità, che il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, si è schierato a favore della trasmissione, che ha definito:

un patrimonio dell’azienda e un esempio di giornalismo per il Paese e per il servizio pubblico.

Siamo davvero curiosi di sapere chi avrà la meglio in questo braccio di ferro.