Se non sono molestie sessuali, poco ci manca: secondo l’Istat, 842mila donne italiane avrebbero subito ricatti sessuali nel luogo di lavoro nel corso della loro vita, da parte del capo, dei colleghi o dei clienti.

Un esercito di lavoratrici, dunque, per le quali andare in ufficio può diventare fastidioso se non un incubo a causa delle molestie alle quali potrebbero giornalmente venire sottoposte. I dati, in particolare, indicano che 488mila di queste hanno subito una richiesta di disponibilità mentre per 247mila c’è stato un ricatto esplicito: o vieni a letto con me o non ti assumo. Altre 125mila hanno subito più tipi di ricatto.

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C’è poi un altro gruppo formato da 234mila dipendenti in rosa, all’interno delle 488mila, che ha subito un altro tipo di ricatto, anche se lo scopo finale era sempre legato al sesso:

«Se vuoi mantenere il tuo posto di lavoro o se vuoi fare carriera in azienda, sai cosa devi fare».

L’imbarazzo – se non la rabbia – sono evidenti. E per questo motivo, la maggioranza delle donne (il 57,2%) che cambia lavoro lo fa in maniera volontaria, segno che qualche cosa non va. E in periodo di crisi economica, dove trovare un lavoro è sempre più difficile, molte sono costrette a rimanere al loro posto a combattere questi soprusi.

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I dati Istat indicano che il rischio di molestie sessuali – che certe volte sono il passo successivo del ricatto o addirittura il primo e unico “approccio” maschile sul lavoro – ha riguardato un milione e 224mila donne tra i 14 e i 65, vale a dire l’8,5% del totale. In questa fascia di età, quelle più esposte sono chi ha tra i 35 e i 54 anni, con pericolo maggiore per chi ha un titolo di studio elevato e vive da sola.

L’Istat ha anche reso noto dati più precisi, indicando che le vittime “preferite” dai ricattatori sul luogo di lavoro sono coloro che lavorano in aziende attive nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e della pubblica amministrazione, residenti in comuni medi o piccoli della Penisola.

Nell’81,7% dei casi, la ricattata non parla con nessuno di quanto subito mentre il restante 18,3% ne parla almeno con i colleghi. Il Ministro Elsa Fornero, presente alla pubblicazione di questi dati, ha parlato anche di violenza sessuale, sottolineando che:

«Il governo farà tutto il possibile per il recepimento della convenzione sulla violenza nei luoghi di lavoro e perché la legge di ratifica arrivi entro la fine di questa legislatura».

Il Ministro ha sottolineato infine che la violenza o il ricatto sul luogo lavoro, non è solo una questione fisica o sessuale ma è il tentativo di «assoggettare una donna».

Fonte: Ansa