L’ultima produzione di Renato De Maria, è tratto dalle memorie del brigatista Sergio Segio, uscito dal carcere nel 2004 dopo ventidue anni di detenzione, ad interpretarlo sarà Riccardo Scamarcio.

Il film è prodotto da Andrea Occhipinti con i fratelli Dardenne, mentre la sceneggiatura è scritta da Sandro Petraglia, Ivan Cotroneo e Fidel Signorile. L’intera produzione sin dall’inizio è stata circondata dalle polemiche, i primi a contestarla sono stati i parenti delle vittime che non condividevano la scelta di portare al cinema la vita di un terrorista, e soprattutto che potesse essere prodotto dallo stato.

La storia racconta dell’attività di “Prima Linea”, gruppo terroristico per certi versi ancora più violento delle “Brigate rosse”. Il film racconta dello smarrimento colpevole di una intera generazione, incapace di stabilire dei confini fra coerenza e fanatismo.

Al centro del racconto ci sarà la storia d’amore fra Segio, Riccardo Scamarcio, e Susanna Ronconi, Giovanna Mezzogiorno. Il film è strutturato in rimandi di memoria, e differenti piani temporali dove verranno ripresi gli inizi della loro attività terroristica, fino a quando un episodio inaspettato non destabilizzerà per sempre il terrorista. Segio nelle sue memorie dice:

La mia responsabilità è politica, morale e giudiziaria. Le assumo tutte e tre.

Il film è secco, ed è un misto tra fiction e materiale di repertorio, grande merito all’operazione va dato al regista De Maria, oggi a distanza di tempo si sta analizzando quello che da grande sogno si è purtroppo trasformato in grande incubo, tutto concentrato in un arco di tempo che va dal 1968 al 1980.