Antipasti festaioli: tartellette al foie gras per la notte di San Silvestro

Ingredienti

  • 200 g di paté di fegato d'oca
  • 50 g di burro
  • 1 bicchierino di cognac
  • 12 fette di pancarré
  • 150 g di prosciutto cotto in una fetta sola
  • ravanelli
  • funghi sott'olio
  • a piacere in dado per gelatina

Dopo Natale è ancora festa per salutare l’anno nuovo. E per chi festeggia in casa, un antipasto che richiede un’oretta per la preparazione ma buono da mangiare bello da vedere. Ottimo anche solo per una cenetta in allegria. In abbinamento consiglio il Grignolino d’Asti DOC, un vino da tutto pasto che si accompagna bene anche ai primi piatti, a piatti leggeri moderatamente grassi. E ottimo con i salumi, le minestre asciutte e in brodo, le torte di verdura, arrosti di carne bianca, l’anatra e il pollame pregiato, le fritture, le frittate e altri piatti di mezzo tipici del Piemonte. A molti piace con il pesce. Si serve giovane a temperatura ambiente. La giusta temperatura di degustazione può variare tra i 15° e i 18°. Particolarmente indicato per fritto misto alla piemontese, agnolotti, fave, formaggi semi-duri, spiedini. Con questo vino, quindi, potrete accompagnare tutto il cenone di San Silvestro.

Preparazione

Togliete la crosta alle fette di pancarré. Battete in una ciotola il paté di fegato d'oca unendovi il burro e il cognac. Fate una crema molto liscia e omogenea, poi stendete questa crema sulle fette di pancarré. Con uno stampino ricavate dal prosciutto cotto tanti fiori quante sono le tartelette: uno per ognuna. Mettete un fiore di prosciutto al centro di ogni tartelletta. Sui “petali” di prosciutto disponete delle fettine di ravanello alternate a fette di funghi sotto'olio. Mettete la crema di paté avanzata in un “sac-à-poche” (la tasca da pasticciere anche usa e getta, di plastica) e strizzate la crema rimasta sulle tartellette in modo da formare un bordo tutto intorno al pancarré, come se fosse una ideale cornice. Disponete ora le tartellette preparate su un piatto di portata: a piacere potrete velarle di gelatina e servirle fredde quando la gelatina è rappresa bene, oppure passarle per 5 minuti in forno tiepido e servirle calde.

Note

Per porzione Calorie 600 I vini consigliati in alternativa Frascati Doc Il Frascati Doc ha colore giallo paglierino più o meno intenso; profumo vinoso, caratteristico e delicato; sapore sapido, morbido, fine e vellutato. La gradazione alcolica minima è di 11 gradi. Con una gradazione alcolica minima di 11,5 gradi, può portare la qualifica ”Superiore”. Può essere prodotto nella versione ”Secco o asciutto”, con un contenuto massimo di zuccheri residui dell’1%; ”Amabile”, dall’1 al 3%; ”Dolce o cannellino” con contenuto massimo in zuccheri residui dal 3 al 6%. Il Frascati è il vino classico che accompagna quasi tutti i piatti della cucina romana. Si accompagna perfettamente ad antipasti, minestre, primi e secondi piatti di pesce e carni bianche, formaggi di media stagionatura, oltre ad essere ottimo come aperitivo. Si abbina benissimo alle minestre di farro, a pasta con fagioli o ceci; ottimo se accompagnato ad una minestra di lenticchie o la pasta e broccoli in brodo d’arzilla; bucatini all’amatriciana, spaghetti alla carbonara, tagliatelle, fettuccine e certamente gli spaghetti cacio e pepe tra i primi piatti di pasta. E per i contorni se ne consiglia la degustazione con i carciofi alla romana, alla giudìa, funghi arrosto e piselli al guanciale, fiori di zucca, filetti di baccalà, cicoria, zucchine ripiene ed il crostino alla provatura. E poi, con il fritto alla romana, le cervella o le animelle ed i carciofi, saltinbocca e scaloppine. Breganze Pinot Grigio Doc Il vino Breganze – Pinot Grigio Doc è secco-fermo, di colore giallino chiaro a volte ramato, dal profumo gradevole, delicato, caratteristico; dal sapore: secco, fresco ed elegante. La gradazione alcolica è 10,5° 12° il superiore, la sua temperatura di servizio è di 10-12 °C. Il vino Breganze – Pinot Grigio Doc si sposa benissimo con secondi di pesce ed in particolare pesci di mare al forno. Ma è ottimo anche con arrosti di carni bianche e rosse, formaggi piccanti e pollame nobile. Va degustato in calici bordolesi a una temperatura di 16-18°C. Il Breganze Doc Bianco si abbina a minestre, antipasti, zuppe di pesce, pesci bolliti o con salse dal sapore delicato. Va degustato in calici di media capacità a tulipano svasato a una temperatura di 8-10°C. Nella versione Torcolato va abbinato a preparazioni dolci a pasta non lievitata, abbastanza consistenti, pasticceria secca, creme con uva passa e miele, oppure con preparazioni a base di fegato d’oca e formaggi erborinati. Va consumato nell’arco dei cinque-sei anni successivi alla vendemmia in calici per vini dolci passiti (di media capacità a tulipano) a una temperatura di 10-12°C. Albana di Romagna DOCG L’Albana di Romagna DOCG si può gustare in cinque tipologie: secco, amabile, dolce, passito e passito Riserva. Il colore è sempre un giallo paglierino, con tendenza al dorato e all’ambrato in versione passito, mentre i profumi sono quelli caratteristici dell’Albana, più intensi nei passiti e con note di frutta e muffa nobile nella Riserva. Al gusto il secco è asciutto, caldo e armonico, l’amabile e il dolce fruttati e gradevoli, il passito dolce e vellutato e il passito Riserva pieno, intensamente dolce e gradevolmente acido. Il grado alcolico minimo è del 12%. L’Albana di Romagna doc secco, servito a una temperatura fra i 10° e i 12° C, si sposa ottimamente con piatti di pesce, specialmente zuppe e crostacei, e si abbina perfettamente a carni bianche, fegato d’oca, pollo in gelatina e minestre in brodo, antipasti misti, minestre asciutte, risotti, piatti di uova e formaggi, fritto alla marinara.. Le versioni amabile, dolce e passito sono adatte a un fine pasto con frutta, formaggi e dessert. I tipi amabile e passito sono da dessert o da bere fuori pasto come vino da conversazione. Il migliore abbinamento per l’Albana Passito si ha con il classico Formaggio di Fossa accompagnato da miele di castagno.

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