Come cucinare la costoletta alla milanese: la ricetta passo per passoCon la costoletta alla milanese entriamo oggi nel vivo della tradizione gastronomica lombarda, una specialità culinaria che, se non si esagera, non appesantisce e soddisfa il gusto e l’appetito. La costoletta di vitello può essere cucinata in vari modi, ogni regione ha la sua ricetta tradizionale o rivisitata, ma la costoletta alla milanese è tipica di una regione che ha espresso una sua civiltà anche nello stile gastronomico oltre che nello stile architettonico e in tutti i modus vivendi e operandi che hanno contribuito a creare una tradizione prettamente lombarda. Semplice nella preparazione e negli ingredienti ecco oggi la ricetta della…

COSTOLETTA ALLA MILANESE

PREPARAZIONE

Eliminate i nervi e le parti grasse, spuntate gli ossi e con il batticarne appiattite leggermente le costolette fino a ridurle dello spessore di un centimetro.

Infarinatele, passatele nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato: non salate ora, ma al momento di servire, in modo che la carne rimanga tenera.

Circa 15-20 minuti prima di servire, soffriggete il burro in un tegame e allineatevi le costolette.

Fatele colorare e cuocete nel burro a fiamma bassa, badando che non anneriscano: devono essere dorate.

Mettetele in un piatto di servizio ben caldo, ricopritele con il burro di cottura, spruzzatele del sale necessario e guarnitele con mezzi limoni.

Contornate di patate novelle al burro.

È consentita l’aggiunta di un’idea di noce moscata, se gradita.

TEMPO DI PREPARAZIONE E COTTURA

1 ORA E 30 MINUTI

DIFFICOLTÀ:

MEDIA

CALORIE PER PORZIONE

340 CIRCA

DOSI PER 6 PERSONE

INGREDIENTI

6 costolette tagliate nel carré di vitello

100 g di burro

1 uovo

farina q. b.

pane grattugiato

sale

VINI CONSIGLIATI

Clastidio Rosso (Lombardia)

Bardolino (Veneto)

San Severo Rosato (Puglia)

NOTA

Le costolette alla milanese si possono fare anche con la fesa di vitello seguendo lo stesso procedimento.

Lo sapevate che…

Le costolette devono essere tagliate dal quadretto di un vitello di latte e, come ho detto, vanno battute leggermente per appiattirle. In altri tempi le domestiche si alzavano all’alba per batterle, tenendole per il “manico”, da una parte e dall’altra, a ritmo lento, a battute cadenzate. Solo così la carne si sarebbe sfibrata e resa “eccellente”. “Altri tempi”, appunto…

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