Sapori locali, sapori globali. Come cambia il gelato nell’era della globalizzazione? Per Alberto Marchetti occorre fare un passo indietro, perché solo nella tradizione e nei sapori più autentici si trovano le idee per innovare. È difficile stupire mantenendo intatti i principi base per una buona e sana alimentazione, difficile ma non impossibile. Alberto Marchetti, maestro gelatiere torinese, sceglie di percorrere la via di antichi sapori ritrovati e di proporli in chiave personalizzata. Perchè il gelato di Alberto – ormai tutti lo sanno –  ha una storia a sè. Da sempre la ricerca di materie prime d’eccellenza, di prodotti del territorio, sono gli ingredienti che si ritrovano nel gelato di Marchetti. In aggiunta si deve mettere anche la creatività e la voglia di sperimentare. Nasce così il GELATO ALLA FARINA BONA, un gusto inedito che ormai caratterizza il maestro torinese e che una volta assaggiato passa direttamente dal palato al cuore, senza farsi dimenticare più.

La farina bóna è un prodotto tradizionale della Valle Onsernone (Cantone Ticino) ed è una farina di granoturco (Zea mais), ottenuta macinando molto finemente la granella precedentemente tostata. In passato integrava quotidianamente la dieta accompagnata con latte, acqua o vino. La produzione di farina bona è limitata e Alberto Marchetti personalmente si reca al mulino per acquistare i sacchi che gli occorrono per il suo gelato. Per il palato è un sapore insolito, che pochi riconoscono. Ha una texture quasi ruvida che però viene stemperata dalla consistenza cremosa della base del gelato. Buono da solo e ottimo se arricchito con la classica pasta di meliga sbriciolata. Alberto Marchetti lo suggerisce e lo propone anche abbinato al suo zabajone. Un’esperienza golosa, una riminiscenza per tutti coloro che hanno un passato legato alle tradizioni  di campagna, una sopresa per il palato di chi invece, quelle tradizioni non ha potuto incontrarle mai.

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