Ricette dietetiche: pinzimonio di philadelphia con le verdure per la remise en forme post festività

Anna Carbone 12 gennaio 2014
Tempo di preparazione:
30 minuti
Tempo totale:
30 minuti
Difficoltà:
Facile
Ingredienti per 4 persone:
  • 200 g di philadelphia light
  • 2 spicchi d'aglio (se piace)
  • olio d'oliva extravergine
  • sale
  • pepe
  • carciofi
  • finocchi
  • sedano bianco

La versatilità del philadelphia in cucina consente molte varianti culinarie: dagli antipasti con deliziose tartine e stuzzichini ai condimenti di vari primi piatti di pasta o di riso, dai ripieni mescolato a cibi dal sapore un po’ forte per renderli più delicati, come ad esempio acciughe, salmone affumicato o crostacei, ai bignè, agli sformati alle crepes ai dessert sotto forme di creme, budini, semifreddi alla famosissima cheesecake. Avremo modo, in questo spazio, di conoscere a fondo questo gustosissimo formaggio dalle mille virtù: dal delicato sapore al basso apporto calorico al basso contenuto di grassi. Questo pinzimonio potete servirlo come antipasto anche accompagnato ad un vino bianco secco ed asciutto come il Riesling Italico DOC.

Preparazione:

Mettete in una ciotola il philadelphia light a pezzetti, l'aglio a pezzettini piccolissimi, bagnate con l'olio e condite con sale e pepe. Riducete tutto a crema lavorando con un cucchiaio di legno o con una piccola frusta a mano. Se serve, per ottenere una salsa più morbida aggiungete ancora dell'olio. Versate poi il composto così ottenuto in una scodella adeguata e tenete in frigo per qualche ora.
Pulite ora le verdure.
Prendete i gambi più teneri del sedano, lavateli e asciugateli bene, tagliateli a pezzetti lunghi circa 10 cm.
Tagliate i finocchi a spicchi, lavateli e asciugateli bene.
Spuntate i carciofi, tagliateli a spicchi, immergeteli un attimo in acqua e limone affinché non anneriscano e asciugateli.
Preparate un grande piatto con tutte le verdure e servitele con la salsa di philadelphia light.
La salsa può essere servita anche in scodelline individuali.

Una gustosa variante
Per un antipasto light al formaggio stemperate il Philadelphia con il burro vegetale in quantità uguale e conditelo con un po' di pepe macinato al momento. Prendete le canne del sedano, togliete bene i filamenti, tagliatele a pezzetti di 5-6 centimetri, sistematele sul piatto di portata e riempite la parte concava con la crema. In frigo fino al momento di servire.

Note:

Per porzione
Calorie 310

E permettettemi di consigliarvi anche un ottimo...

Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è uno dei migliori vini bianchi italiani del mondo. Infatti, i vitigni di Verdicchio hanno una caratteristica particolare: la loro coltivazione è possibile solo nel territorio dei Castelli di Jesi. La particolare natura del terreno e le favorevoli condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo ottimale dell’uva, senza contare il fatto che la ventilazione costante impedisce che sui grappoli si formi quell’umidità che danneggia il prezioso prodotto.
La sua culla è il comprensorio fra le colline al centro della provincia di Ancona e in minima parte territori delimitati in quella di Macerata. Per i vini prodotti nella zona originaria più antica, i Castelli di Jesi, è concesso l’uso della denominazione Classico.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi docg si ottiene con uve del vitigno Verdicchio, per almeno il 85% e per non oltre il 15% con uve di vitigni a bacca bianca locali. Ha un colore giallo paglierino dai riflessi verdolini, da cui deriva il nome Verdicchio; profumi di fiori di biancospino e fiori di campo e un fruttato fresco di pesca, mela e lievi sentori di agrumi. Ha un inconfondibile retrogusto di mandorla amara. La gradazione alcolica minima è di 12,5°. Prima di essere immesso sul mercato, il Verdicchio Castelli di Jesi Riserva docg deve invecchiare per almeno 18 mesi, di cui sei mesi in bottiglia.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg si sposa con tutti i piatti della cucina mediterranea: antipasti, carni bianche, più o meno elaborate, carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure. Buono anche con le ricette più elaborate che richiedono un vino di forte personalità. Va servito ad una temperatura di 14°-16°C. Se degustato come aperitivo la temperatura ottimale è di 8°-10°C. Certamente l’abbinamento più classico è quello con il pesce, in particolare con antipasti, risotti e cotture alla griglia o gratinate.
Tra i primi della tradizione marchigiana, le ricette per il Verdicchio sono note: la classica pasta fatta in casa, come le tagliatelle, i cappelletti in brodo, le lasagne con ricotta e spinaci, le pappardelle alla boscaiola, i ravioli, gli gnocchi. E poi, il celebre coniglio in porchetta, il piatto tipico della cucina marchigiana. Il Verdicchio va servito in calici di media dimensione svasati alla sommità, a una temperatura ideale tra gli 8 e i 10° C.

La storia della sua speciale bottiglia a forma di anfora
Negli anni Cinquanta, un produttore marchigiano lanciò un concorso per trovare una bottiglia speciale, che servisse all’identificazione immediata del Verdicchio, un po’ come un segno speciale di riconoscimento. Un architetto milanese disegnò la celebre anfora e vinse il concorso.

Curiosità
Cupramontana, nel cuore delle Marche, è riconosciuta come la capitale del Verdicchio. Dal 1928, la cittadina ospita nella prima settimana di ottobre la Sagra dell’uva, che una tra le più antiche del nostro Paese e in assoluto la prima festa dell’uva delle Marche.

Informazioni utili