Scaloppine al limone: un secondo piatto classico, veloce, delicato e raffinato

Anna Carbone 18 gennaio 2014
Tempo di preparazione:
10 minuti
Tempo di cottura:
10 minuti
Tempo totale:
20 minuti
Difficoltà:
Facile
Ingredienti per 4 persone:
  • 4 scaloppine di fesa di vitello
  • da 150 grammi ciascuna
  • 100 g di farina
  • 2 cucchiai di olio extravergine
  • sale q. b.
  • pepe bianco q. b.
  • 2 limoni

Questo secondo piatto che vi propongo oggi è molto facile oltre che veloce da preparare. Una ricetta classica sempre attuale: le scaloppine al limone hanno un gusto semplice e fresco, apprezzato in tutte le stagioni: un piatto senza stagione, dunque, leggero e gustoso come la salsina al limone che lo accompagna. Naturalmente, il risultato dipende anche dalla qualità della carne: le fettine devono contenere delle piccole venature di grasso che servono ad ammorbidirle oltre che a migliorarne il gusto. Potrete usare anche delle fettine di fesa di tacchino, in alternativa, anche perché più economiche. Per il pasto quotidiano, in abbinamento ad un delicato vino bianco e, per le occasioni importanti, l’ottimo Franciacorta Docg.

Preparazione:

Procuratevi delle sottili fettine di fesa di vitello, battetele leggermente, solo se è il caso, e infarinatele premendo con le dita in modo che la farina vi aderisca bene, ma scrollando poi la farina in eccesso.
In una padella dal fondo spesso ponete l'olio extravergine d'oliva, quando è caldo adagiatevi le scaloppine, cuocetele dalle due parti a fuoco alto, quindi insaporitele di sale e pepe.
Togliete le fettine dalla padella e trasferitele in un piatto di portata.
Nel fondo di cottura aggiungete il succo di un limone e un cucchiaino di farina, mescolate velocemente a formare una salsina che verserete sulle scaloppine contornate da fettine di limone e verdure a piacere.

Note:

Per porzione
Calorie 317

Il vino in alternativa... il Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg

Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg ha un colore giallo paglierino dai riflessi verdolini, da cui deriva il nome Verdicchio; profumi di fiori di biancospino e fiori di campo e un fruttato fresco di pesca, mela e lievi sentori di agrumi. Ha un inconfondibile retrogusto di mandorla amara. La gradazione alcolica minima è di 12,5°. Prima di essere immesso sul mercato, il Verdicchio Castelli di Jesi Riserva Docg deve invecchiare per almeno 18 mesi, di cui sei mesi in bottiglia.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Docg si sposa con tutti i piatti della cucina mediterranea: antipasti, carni bianche, più o meno elaborate, carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure. Buono anche con le ricette più elaborate che richiedono un vino di forte personalità. Va servito ad una temperatura di 14°-16°C. Se degustato come aperitivo la temperatura ottimale è di 8°-10°C. Certamente l’abbinamento più classico è quello con il pesce, in particolare con antipasti, risotti e cotture alla griglia o gratinate.
Tra i primi della tradizione marchigiana, le ricette per il Verdicchio sono note: la classica pasta fatta in casa, come le tagliatelle, i cappelletti in brodo, le lasagne con ricotta e spinaci, le pappardelle alla boscaiola, i ravioli, gli gnocchi. E poi, il celebre coniglio in porchetta, il piatto tipico della cucina marchigiana. Il Verdicchio va servito in calici di media dimensione svasati alla sommità, a una temperatura ideale tra gli 8 e i 10° C.

Curiosità
*La sua speciale bottiglia a forma di anfora
Negli anni Cinquanta, un produttore marchigiano lanciò un concorso per trovare una bottiglia speciale, che servisse all’identificazione immediata del Verdicchio, un po’ come un segno speciale di riconoscimento. Un architetto milanese disegnò la celebre anfora e vinse il concorso.

*Cupramontana, nel cuore delle Marche, è riconosciuta come la capitale del Verdicchio.
Dal 1928, la cittadina ospita nella prima settimana di ottobre la Sagra dell’uva, che una tra le più antiche del nostro Paese e in assoluto la prima festa dell’uva delle Marche. Per la celebrazione della vendemmia, arrivano a Cupramontana migliaia di turisti ogni anno. Gli eventi sono tanti: il palio del Verdicchio, la gara di pigiatura con i piedi, la sfilata dei carri allegorici, stand per la distribuzione dell’uva, del vino e anche di prodotti tipici della gastronomia locale.

Photo Credit: roboppy via photopin cc

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