Uno splendido vino, una delle massime espressioni del dolcetto piemontese. Il nome Dolcetto non deve trarre in inganno: non sta ad indicare un vino dolce, ma deriva dal termine dialettale ‘dusset’ che significa dosso o collina, per la conformazione prettamente collinare dei terreni dalle particolari qualità intrinseche capaci di esaltare al meglio le caratteristiche del vitigno Dolcetto.

Zona di produzione e vitigni

Il Dolcetto di Ovada Superiore si produce in provincia di Alessandria, in un’area che comprende 22 comuni: Ovada, Belforte Monferrato, Bosio, Capriata d’Orba, Carpeneto, Casaleggio Boiro, Cassinelle, Castelletto d’Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsasco, Parodi Ligure, Prasco, Rocca Grimalda, San Cristoforo, Silvano d’Orba, Tagliolo Monferrato e Trisobbio. Il vitigno è il Dolcetto al 100%, un vitigno secolare nell’Ovadese così come la coltivazione della vite, tanto che è stato definito Uva di Ovada.

Caratteristiche organolettiche

Il Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada ha colore rosso rubino intenso tendente a riflessi granati con il passare degli anni; profumo vinoso, caratteristico, con eventuali sentori di legno e di mora e ciliegia che rendono questo vino piacevole in gioventù ma anche nell’invecchiamento; sapore asciutto, morbido, con un delicato retrogusto mandorlato, eventuali sentori di frutta e/o di spezie. La gradazione alcolica minima prevista è pari all’11,5%.

Il Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada a tavola

È un vino a tutto pasto e molto versatile, che si accompagna ottimamente ad antipasti a base di salumi; primi piatti con sughi di carne o tartufo, agnolotti, ravioli, taglierini, paste e risotti con sughi di carne o di funghi, polenta; piatti a base di funghi; carni bianche e rosse arrosto, in umido e selvaggina da pelo. Ideale l’abbinamento con formaggi a pasta morbida se giovane e con gli zampetti di maiale alla piemontese. Dopo qualche anno di invecchiamento è adatto anche a piatti più robusti. Si consiglia di servirlo a 18-20°C in ampi calici o in calici da vino rosso di media grandezza.

Un po’ di storia

A Ovada, nell’Alto Monferrato, il Dolcetto caratterizza da secoli il paesaggio viticolo e tuttavia riguardo alle sue origini permangono molte incertezze. Fra le varie ipotesi, l’importazione da parte dei Saraceni; l’impianto a Ormea nel Cuneese per decreto dei marchesi di Clavesana nel XIV secolo; un’ordinanza del 1593 della Municipalità di Dogliani, prima testimonianza scritta relativa al Dolcetto, che sembra ritenere il vitigno originario di Dogliani. Un altro importante punto di riferimento risale all’Ottocento e a Giorgio Gallesio, che nella Pomona Italiana lo definisce autoctono delle colline del Monferrato.

Passando alle notizie e alle date certe, sappiamo che nel 1972 il Dolcetto di Ovada ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata. Nel 1987 nasce il Consorzio di Tutela del Dolcetto d’Ovada. Comunque, il Dolcetto di Ovada è oggi diffuso in tutta la langa cuneese, nell’Alto Monferrato e nel Monferrato astigiano, a Ovada e nel Tortonese ed è coltivato soprattutto sulle pendici collinari e preapenniniche.

Eventi da segnalare

Nel mese di novembre, anzi domenica 10 novembre prossimo, nel centro storico di Ovada, dalle 10:00 alle 18:00, si svolgerà, come ogni anno, la manifestazione Vino e Tartufi 2013. Lungo le vie, nelle piazzette e sotto i portoni della cittadina, gli espositori vitivinicoli attenderanno il pubblico che, acquistando il bicchiere della Manifestazione, potrà degustare la migliore produzione vinicola della zona. I Trifolau, come negli scorsi anni, accoglieranno i visitatori, all’interno dell’Antica Parrocchiale di Ovada: la Loggia di San Sebastiano. Aderiranno all’iniziativa i Commercianti di Ovada che realizzeranno vetrine a tema; i ristoratori, premiati dalla notevole affluenza di pubblico delle passate edizioni, realizzeranno menu a base di tartufo bianco innaffiati dai migliori vini della zona.

L’organizzazione è a cura della Pro Loco di Ovada e del Monferrato Ovadese.

Per Info

IAT Tel. +39 0143 821043;

e-mail: iat@comune.ovada.al.it

Photo Credit: micio.piccardo via photopin