Il Moscato di Sardegna Doc viene prodotto con uve del vitigno Moscato bianco coltivato in tutto il territorio della Sardegna.

La presenza del vitigno Moscato sull’isola risale ad epoche remote, precisamente ai tempi dei Romani. Il Moscato di Sardegna Doc si ottiene proprio da uve del vitigno Moscato bianco per un minimo del 90%: vi possono concorrere anche altre uve bianche di vitigni diversi raccomandate nella regione sarda, ma solo fino a un massimo del 10%.

Il Moscato di Sardegna Doc richiede, per la vinificazione, l’impiego di uve al giusto punto di maturazione o lievemente acerbe, se i vigneti sono coltivati ad alberello.

Il Moscato di Sardegna Doc si riconosce dall’etichettatura. Infatti, ogni etichetta deve riportare la Denominazione di Origine Controllata, la Regione da cui proviene il prodotto; la Denominazione del prodotto costituita dall’abbinamento della varietà di vite da cui proviene il vino e dalla zona geografica in cui tale varietà è coltivata; il Volume nominale del vino; Nome o ragione sociale e sede dell’imbottigliatore; Numero e codice imbottigliatore, che può apparire anche sul sistema di chiusura (tappo o capsula) Nome dello Stato; Indicazione del lotto; Indicazioni ecologiche.

Le sue caratteristiche

Il Moscato di Sardegna Doc si presenta di colore giallo paglierino e brillante. L’odore è caratteristico, delicato e aromatico, il sapore dolce, delicato, fruttato e caratteristico di Moscato. La gradazione minima è di 11,5 gradi. Il riconoscimento della Doc Moscato di Sardegna è avvenuto con DPR del 13.12.1979, pubblicato sulla GU n. 149 del 2.06.1980

Il Moscato di Sardegna Doc a tavola

Il Moscato di Sardegna Doc è un vino da dessert da abbinare con pasticceria secca e dolci di crema, frutta, dolci a pasta non lievitata con uva passita e canditi e torte di pandispagna alla panna. Va servito in ampi ballon a una temperatura di 18-20°C, entro l’anno successivo all’imbottigliamento. Ideale per le prossime feste natalizie o per festeggiare l’inizio dell’anno nuovo.

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