Un eccellente rosso, il Montepulciano d’Abruzzo, prodotto dal classico vitigno Montepulciano d’Abruzzo.

Le sue proprietà organolettiche ne fanno un vino nobile. Il Montepulciano d’Abruzzo DOC è un vino dal colore rosso rubino molto carico che, con l’età, volge al granata e all’arancio. L’odore è intenso e persistente di frutta rossa matura, con note particolari di marasca, prugna, rosa appassita, liquirizia, vaniglia e spezie. Possibile invecchiamento dai 4 ai 6 anni. Va conservato con la bottiglia orizzontale e servito a temperatura ambiente (18-20°C).

Il Montepulciano d’Abruzzo DOC a tavola

È un vino da tutto pasto, predilige l’abbinamento con primi piatti asciutti con sughi a base di carne, umidi e arrosti di carni bianche e rosse, cacciagione eformaggi stagionati.

Il Montepulciano d’Abruzzo DOC è una denominazione di origine controllata. Il Montepulciano d’Abruzzo è la DOC più estesa ed abbondante del territorio abruzzese. La produzione comprende il Montepulciano d’Abruzzo DOC Rosso, vinificato normalmente, ed il Montepulciano d’Abruzzo DOC Cerasuolo, ottenuto limitando il periodo di fermentazione sulle bucce e da un spremitura soffice delle uve.

Il disciplinare impone che le uve destinate al Montepulciano vengano coltivate in territori collinari di altitudine non superiore ai 500m, con deroga fino ai 600 per i terreni esposti a mezzogiorno. Viene fermentato in acciaio ed affinato in botti di rovere o di barrique. Quest’ultimo trattamento si utilizza per generare il Montepulciano Riserva, che rimangono in legno dai due ai tre anni.

Il vitigno Montepulciano regna nelle quattro provincie d’Abruzzo: Chieti, l’Aquila, Pescara e Teramo. Le uve sono coltivate in una fascia collinare stretta tra il mare e l’Appennino, in una zona che gode di un microclima temperato per la vicinanza delle montagne e per l’influenza del mare Adriatico.

Un po’ di storia

Le origini del Montepulciano di Abruzzo si fanno risalire al VII secolo a.C. quando i coltivatori locali impararono dagli Etruschi ad usare gli alberi per sostenere le viti. Lo storico greco Polibio, nel narrare le vicende delle guerre puniche, racconta come quel vino prodotto a ridosso della costa adriatica nel territorio dei Pretuzi (l’attuale provincia di Teramo) fosse particolarmente utilizzato per rinvigorire gli stanchi guerrieri di Annibale.

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