Recentemente uno studio del Cohen Children’s Medical Center di New York ha dimostrato che un precoce utilizzo di smartphone e tablet rallenta lo sviluppo di apprendimento dei bambini. Questo però non deve portare a pensare che la tecnologia sia un’antagonista nella vita di un bambino, tutt’altro! L’importante è utilizzarla il giusto, e nel modo corretto. Ecco perché Duracell ha voluto invitare mamme e papà blogger che usano le nuove tecnologie ogni giorno per le proprie comunicazioni, a un evento in cui hanno scoperto come le pile possono avere una seconda vita grazie alla tecnologia Powercheck, e come insegnare in modo creativo e manuale ai loro bimbi come sfruttare al meglio l’energia ed evitare lo spreco.

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Secondo uno studio di ERP ogni anno sono introdotte in Italia 450.000.000 di pile, pari a 18.500 tonnellate di prodotto, ovvero 8 pile per italiano. Di queste, solo il 25% sono raccolte (e quindi riciclate) correttamente: 110 milioni di pezzi, pari a 4.300 tonnellate, 2 per abitante. Le pile vengono buttate quando al loro interno hanno ancora disponibile il 41% della loro energia iniziale, ovvero l’energia sufficiente far funzionare un apparecchio che ha un tasso di assorbimento energetico minore, come un telecomando, una sveglia o un giocattolo per bambini. Duracell ha commissionato una ricerca[3] per capire se gli italiani sono informati su come “gestire” le pile che hanno acquistato sia quando le devono usare, sia nel momento in cui devono buttarle. L’84% degli italiani dichiara di conservare le pile scariche e buttarle negli appositi contenitori per il loro riciclo. Una visione evidentemente distorta, se in realtà i dati di ERP e del CDCPNA dimostrano che possiamo fare decisamente di meglio!