Per tutti gli italiani che anche all’estero non riescono a fare a meno di mangiare pasta e pizza, e che seguano rigorosamente i dettami della tradizione culinaria nazionale, il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha presentato pochi giorni fa un decreto che istituisce una lista di ristoranti col bollino blu.

Si sa che gli italiani sono piuttosto rigorosi quando si tratta della propria tradizione gastronomica, e anche in altri parti del mondo si aspettano che la propria cucina sia rispettata in ogni dettaglio. Perciò niente più ravioli stracotti serviti in terrine con pomodori crudi, o spaghetti incollati in un unico blocco cosparsi di uovo crudo e pancetta.

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Con l’elenco appena istituito chi sentirà nostalgia di casa anche in vacanza, o magari vive all’estero e davvero vuole risentire una lasagna originale, può consultare il sito che verrà attivato e vedere se c’è qualche ristorante o pizzeria nelle vicinanze targato “Ottimo – Ristorante di qualità“. L’idea è venuta all’onorevole Antonio Razzi subito accolta dal ministro veneto che spiega:

“I ristoranti italiani in giro per il mondo molte volte sono luoghi in cui si mangia di tutto tranne che pietanze realizzate con prodotti italiani e secondo le sane regole della dieta mediterranea. Abbiamo deciso di istituire l’elenco dei ristoranti italiani all’estero. Così chi andrà in un locale con la targa “Ottimo – Ristorante di qualità” potrà avere la certezza di trovare piatti preparati con specialità italiane nel rispetto della nostra tradizione culinaria.”

Ma quali sono i requisiti per cui tali locali si guadagneranno il bollino? Qualche ingrediente deve arrivare dall’Italia, ma deve esserci almeno un piatto interamente preparato con prodotti italiani, con ricetta allegata, la carta dei vini deve avere in maggioranza vini nostrani, mentre le pizzerie devono offrire soprattutto birre italiane, e nella propria carta deve essere segnalata a provenienza di ciascun ingrediente.

Secondo il ministro in questo modo si darà una spinta alle esportazioni italiane e si contrasterà la contraffazione:

“Si tratta di un’iniziativa che rappresenta un servizio all’Italia e all’italianità, proprio a ridosso dell’importante festa per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia.”

L’onorevole Razzi assicura che la targhetta non sarà esclusiva di ristoratori italiani, ma qualunque proprietario di locale all’estero potrà aggiudicarsela rispettando i requisiti. Resta da vedere se stavolta riusciranno a dare visibilità all’iniziativa, ma soprattutto all’elenco, e se anche gli stranieri ne saranno in qualche modo interessati.