Ristrutturare e ridare valore al patrimonio edilizio esistente e in evidente stato di degrado sono i fattori indispensabili per il rilancio dell’edilizia. Anche per ridare fiato ad un settore che versa in una situazione di stasi gravissima. Servono incentivi alla qualità dell’impresa, al rilancio del social housing, alla stabilizzazione degli incentivi fiscali pur con le ovvie selezioni, nuovi strumenti per finanziare il recupero edilizio, una legge urbanistica adeguata ai tempi nuovi, nuovi strumenti di credito per gli operatori, nuovi modelli abitativi e…nuovo look per aumentare l’appeal delle nostre città e stimolare così gli investimenti.

Questo concetto è stato evidenziato in un recente convegno nazionale “Costruire per vivere la città del futuro”, nel corso del quale Aniem, l’associazione delle pmi edili, ha lanciato proposte concrete per rilanciare l’edilizia e le piccole e medie imprese del settore. Il rapporto dell’Osservatorio Aniem, presentato a Torino, ha evidenziato, infatti, ancora forti segnali negativi per il settore. E per porvi rimedio, secondo Aniem, una sola soluzione: ”riqualificare, ricostruire, ripristinare, ridare valore” per vivere una città sostenibile.

Per un futuro sostenibile, dunque, occorre una nuova concezione dello spazio urbano, mediante azioni e strumenti che diano nuova spinta al settore, incentivando le imprese a investire in interventi che abbiano come base la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. È questa nuova concezione del vivere e dell’abitare che è stata messa in risalto durante il recente convegno, che ha rappresentato un’importante occasione di confronto e aggiornamento proprio sul tema della riqualificazione edilizia con pratiche sostenibili.

Per raggiungere gli obiettivi prefissi, si pone l’urgenza di meccanismi di demolizione e ricostruzione degli edifici obsoleti evitando il consumo di nuovo territorio, con l’attenzione costante alla qualità della città e dell’abitare che ha la sua chiave e il suo punto fermo nel rispetto dell’ambiente e nel risparmio energetico. L’Associazione, infatti, pone in rilievo una realtà inconfutabile: dall’edilizia sostenibile arrivano molti segnali positivi. Sempre più in crescita le piccole-medie imprese italiane che nel 2011 sono entrate nel settore “green”. È indubbiamente un settore in espansione, potenziale fonte d’investimento e ripresa economica. Ma ha bisogno di incentivi. Per costruire, per investire.