La Regione Emilia-Romagna ricorre alla strategia dell’azzeramento della burocrazia per accelerare i tempi della ricostruzione e favorire la ripresa economica nei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio.

Il decreto legge n. 74/2012, convertito nella Legge n. 122/2012, ha infatti stabilito che alle imprese e ai cittadini dei territori colpiti dal terremoto si applichi in via sperimentale la disciplina sulle Zone a Burocrazia Zero, fino al 2013. Per le nuove iniziative produttive, le domande degli interessati si intendono accolte se entro 30 giorni non viene adottato un provvedimento contrario. Da questa regola sono escluse le materie relative a tributi e pubblica sicurezza.

Per gli interventi di ricostruzione, recupero, riparazione e miglioramento sismico degli immobili è previsto un contributo a fondo perduto dell’80%, previa presentazione di una perizia giurata. Il contributo è messo a disposizione direttamente dalla banca. In base alle disposizioni dell’art. 3-bis della Legge di conversione del D.L. 95/2012, gli istituti di credito possono mettere a disposizione risorse fino a 6 miliardi di euro; lo Stato si assume l’onere della garanzia e della copertura delle rate.

I Comuni che devono valutare i progetti previa perizia giurata, potranno regolare le tariffe per gli interventi di ricostruzione in base al prezzario regionale. In tal modo, riusciranno a rilasciare velocemente l’atto che riconosce il diritto al contributo da presentare alla banca. Una iniziativa per la ricostruzione e la ripresa economica della Regione Emilia Romagna veramente strategica, che riporterà alla ribalta dell’economia produttiva una terra sempre all’avanguardia in tutti i campi.