Queste le previsioni dell’Agenzia del Territorio: lungaggini temporali dovute alle complesse funzioni statistiche e all’ingente numero di stime dirette per le unità a destinazione speciale.

La revisione del catasto dei fabbricati non potrà essere completata prima di quattro-cinque anni e richiede tempi lunghi per un motivo preciso: le attuali rendite catastali degli immobili censiti in catasto non sono allineate agli attuali valori di mercato. Nello specifico, l’Agenzia del Territorio conferma che la distanza del valore di mercato da quello catastale tende ad essere tanto maggiore quanto maggiore è il valore della ricchezza posseduta e anche i canoni di locazione sono mediamente superiori di 6,46 volte le rendite catastali.

Siamo di fronte a distorsioni che hanno ovviamente effetti negativi sull’equità della tassazione. L’introduzione dell’IMU, poi, e la rivalutazione dei coefficienti che consentono il passaggio dalle rendite catastali, rimaste tra l’altro invariate, ai valori imponibili patrimoniali degli immobili, ha ridotto la distanza tra valori imponibili e i corrispondenti valori di mercato, inasprendo l’iniquità.

Nonostante l’avvertita esigenza di una riforma strutturale del sistema catastale per assicurare equità nel meccanismo di tassazione degli immobili, e malgrado che le norme contenute nel disegno di legge delega (articolo 2 del Capo II) vadano nella giusta direzione, i tempi per la riforma del Catasto non saranno brevi.

Secondo il direttore dell’Agenzia del Territorio, “non è mai stata attuata una revisione generale del classamento, per aggiornare e perequare i redditi delle singole unità immobiliari e, di conseguenza si è prodotto, nel tempo, un progressivo scollamento tra la realtà dei valori del mercato immobiliare e i valori catastali”.

Si tratta, spiega l’Agenzia del Territorio, di un processo articolato che “prevede la definizione preventiva di complesse funzioni statistiche da parte dell’Agenzia e una successiva fase di rilevazione puntuale delle informazioni sul territorio, in collaborazione con i Comuni e con gli Ordini professionali, per l’elaborazione e attribuzione delle nuove rendite e dei nuovi valori agli immobili. Oltre all’ingente numero di stime dirette, necessarie per le unità a destinazione speciale”.