Il lavoro femminile è al centro della riforma del lavoro, e la flessibilità rappresenta proprio lo strumento ottimale per potenziare l’occupazione rosa in Italia. Elsa Fornero ribadisce questo concetto anche da New York, dove si trova per prendere parte all’incontro organizzato dall’Onu per contrastare il triste fenomeno delle mutilazioni genitali femminili.

I temi caldi del lavoro femminile in Italia, che la riforma del lavoro intende affrontare e risolvere, riguardano sia il gap salariale sia la lotta alla pratica delle tanto discusse dimissioni in bianco – oggetto anche di una petizione da parte di 188 donne che chiedono il ripristino di una legge che ne aveva sancito l’abrogazione -, ma anche le difficoltà inerenti la conciliazione lavoro famiglia.

Per affrontare tutte queste tematiche e rilanciare l’occupazione rosa, come anche quella giovanile, è necessario far passare la riforma del lavoro nonostante i pareri contrari dell’opinione pubblica e delle parti sociali, e puntare soprattutto sul concetto di flessibilità che, secondo il Ministro del Welfare, è la chiave per garantire nuovi posti di lavoro sia alle donne sia ai giovani, contrastando la tendenza, ormai radicata nella penisola, di cercare il posto fisso a tutti i costi.

La polemica, tuttavia, si acuisce intorno al tema stipendi dopo la diffusione dei dati Eurostat che focalizzano l’attenzione sulle retribuzioni degli italiani, in media nettamente inferiori a quelle degli altri stati europei.

«In Italia abbiamo salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato, bisogna scardinare questa situazione soprattutto aumentando la produttività. Per ottenerla, occorrono nuove norme come quella dei contratti a termine che costeranno di più alle imprese e la creazione di un apprendistato che faciliti l’accesso al mercato del lavoro da parte dei giovani, spingendo le aziende a investire su di loro.»

Fonte: ItaliaH24