La riforma del lavoro porterà maggiori tutele nei confronti delle donne lavoratrici, con una normativa specifica contro le dimissioni in bianco e più attenzione verso la conciliazione lavoro famiglia, grazie anche all’introduzione dei congedi di paternità obbligatori.

C’è tuttavia un aspetto della riforma del lavoro che penalizzerà le donne disoccupate, messo in evidenza dal presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua nel corso dell’audizione in commissione Lavoro del Senato: con il nuovo testo di legge, infatti, ci sarà un aumento dei compiti dell’Inps e, di conseguenza, potrebbero esserci nuovi tagli a partire dal 2013 che andrebbero proprio a toccare gli incentivi per la disoccupazione femminile.

«Gli incentivi per le donne disoccupate sono a rischio, perché potrebbe essere difficile individuare le aree interessate. È prevista l’introduzione di un incentivo all’assunzione, tuttavia la norma rischia di perpetuare, con riferimento all’individuazione dei territorio su cui si applica l’agevolazione per le donne, le difficoltà applicative già registratesi per i contratti di inserimento lavorativo.»

Le aree di interesse alle quali fa riferimento Mastropasqua, infatti, dovevano essere introdotte da un decreto ministeriale che tuttavia non è mai stato attuato. Per il lavoro femminile questa carenza di normative precise rappresenta un limite difficile da valicare, anche perché gli ultimi report diffusi dall’Istat, e relativi ai primi mesi del 2012, mostrano come le donne siano proprio una delle categorie maggiormente colpite dalla disoccupazione, basti pensare che da gennaio a febbraio sono state stimate circa 44 mila disoccupate in più.

Fonte: Il Tempo