Scende in piazza il mondo accademico per protestare contro le riforme previste dal Governo e soprattutto contro il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, la quale ribadisce:

Senza la riforma le università vanno verso la bancarotta e saranno “commissariate” dalle banche.

Ieri le manifestazioni si sono susseguite in tutta Italia e non sono mancati momenti di tensione in città come Roma, dove è stata anche rinviata la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2010-2011 dell’Università La Sapienza prevista per oggi.

Intanto sono in atto nuove mobilitazioni davanti alla Camera, mentre l’esame della riforma degli atenei è in Aula. A Montecitorio gli studenti sono stati accolti con i fumogeni, mentre si protesta anche a Milano, Sassari, Firenze, Palermo, Bologna, Napoli, Lecce e altre città italiane.

Cortei e proteste ritenuti “inaccettabili” dalla Gelmini, la quale continua a dare contro anche all’opposizione osservando che invece di salire sui tetti (dove alla facoltà di Architettura è salito anche Nichi Vendola) dovrebbe svolgere il suo ruolo in Parlamento, assumendo un atteggiamento propositivo per esprimere una posizione sull’Università, così come dovrebbero fare gli studenti.

Il ministro assicura che il Governo sta lavorando per evitare l’aumento delle tasse universitarie e soprattutto il collasso del sistema, ma servono interventi forti per compensare il disordine che regna tra i conti degli Atenei, prima fra tutte l’Università di Siena che sarebbe sull’orlo della bancarotta.