Qualche tempo fa, Victoria Beckham, la celebre moglie del calciatore David Beckham, nel suo ultimo libro autobiografico aveva trascritto una delle sue considerazioni a proposito di trucco, parrucco e impalcature varie:

Ci vogliono ore per sembrare così naturali!

Sicuramente, la Beckham era stata sincera. Sorte simile pare essere toccata anche alla cantante pop Rihanna che, a conti fatti, pare spenda 840.00 Dollari all’anno solo per curare la sua immagine.

Nel pacchetto royal troviamo: personal trainer e chef personali. Entrambi i professionisti sono disponibili 24/24 su chiamata al cellulare, così che la diva possa sentirsi libera di chiedere il loro intervento quando meglio crede.

I due, però, non sono degli sprovveduti: il personal trainer ha una tariffa di 1.500 dollari al giorno; la cuoca costa alla cantante 800 dollari al giorno. E per i fan più accaniti della ex di Chris Brown, sappiate che la cuoca Ameera rivela bonariamente una chicca: il piatto preferito di Rihanna è il pollo al curry, e le zuppe.

Il personal trainer non si pronuncia, ma alla domanda del motivo per cui Rihanna spenda così tanti soldi, la stessa cantante risponde:

Mi serve un trainer per trovare la motivazione a fare gli esercizi, non trovo molto divertente allenarmi da sola.

Ineccepibile ragionamento. Forse lo stesso che l’ha spinta a scegliere la sua ultima hit in calcio d’angolo, “Rude Boy“, per salvare un album flop (“Rated R”) dal fondo delle classifiche, cercando con questo singolo di sfruttare tanto disperatamente, quanto banalmente, il concetto del “sex sells“, già tanto conosciuto nel mondo dello showbiz.

Dopo essersi auto-dichiarata un’artista professionale e ispirata, nonché una donna matura che sa come prendere una decisione giusta per sé stessa, racconta accigliata di come Brown si prendesse troppe libertà con lei.

Chi potrà mai dirlo, forse l’impatto che con i suoi testi Rihanna ha su molti giovani, e che spesso è stata chiamata a giustificare, hanno ripercosso il loro messaggio anche sulla vita privata della cantante stessa. A rigor di logica, sta male lamentarsi per non sentirsi apprezzate “come donna, e in primis, essere umano”, se il proprio baluardo per la risalita economica è un singolo che inneggia a comportamenti gratuiti di sottomissione, dove si lascia intendere che è l’uomo a poter decidere per una donna il come, il dove e il quando.

Mentre fino a qualche mese fa la cantante delle Barbados era ancora impegnata a lamentarsi nei talkshow delle liti violente che intercorrevano tra lei e il suo ex, Chris Brown, e a insinuare nelle TV a emittenza mondiale che lui l’avesse assalita, non si capisce bene se questa è la stessa donna che si compiace di essere qualitativamente diversa da tutte le sue colleghe sulla scena musicale, e si definisce una persona sicura di sé.