È partita lo scorso sabato la nuova aliquota IVA al 21% e, non avrebbe potuto essere altrimenti, gli esercenti sono già corsi ai ripari aumentando il prezzo delle merci. Secondo le prime rivelazioni, già oltre il 35% dei commercianti avrebbe ritoccato al rialzo i propri listini, mentre gran parte dei rimanenti lo farà nelle prossime ore. Pochi, seppur presenti, i negozianti che hanno deciso di mantenere i prezzi invariati per venire incontro alle esigenze del consumatore.

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Per evitare, tuttavia, che ai normali aumenti conseguenti alla nuova IVA si aggiungano anche ben più maliziosi oboli, come successo ad esempio con il passaggio dalla lira all’euro, il Codacons ha deciso di monitorare la situazione.

Al momento, sono principalmente i piccoli negozianti ad aver modificato le proprie tariffe, in particolare su alcuni generi alimentari o sui prodotti di uso comune, come i beni per la casa. Ma il timore è che qualcuno ne approfitti per ritoccare i prezzi anche su prodotti non interessati dall’IVA al 21%, causando così un esborso in eccesso di oltre 385 euro l’anno per le famiglie italiane.

Sotto l’occhio vigile dell’associazione anche i servizi quali le bollette telefoniche o della fornitura elettrica, dove si richiede che il riconteggio dell’aliquota venga effettivamente calcolato dalla mezzanotte di sabato, anziché per tutto il periodo di riferimento della fattura. Il rischio è che si configurino azioni penalmente rilevanti, quali il furto, così come il Presidente Carlo Rienzi tiene a specificare:

“A tutela degli utenti italiani stiamo preparando un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché si indaghi su eventuali rincari ingiusti delle bollette, che potrebbero addirittura configurare ipotesi penalmente rilevanti, come l’appropriazione indebita. L’Autorità delle Comunicazioni e quella per l’Energia elettrica ed il gas devono intervenire obbligando tutti i gestori a frazionare le bollette, applicando l’IVA al 21% solo sui consumi realizzati a partire dalla mezzanotte di sabato”.

A pesare maggiormente sulle tasche degli italiani, infine, saranno i generi alimentari. Nonostante solo un terzo delle categorie merceologiche alimentari sia colpito dal provvedimento della manovra finanziaria, si stima che la spesa aumenterà mediamente di 50 centesimi al giorno, con una maggiorazione annuale di circa 180 euro.

Fonte: Il Tempo.