Le tariffe, le imposte locali, il carburante. Neanche il tempo di acclimatarsi dopo il rientro dalle vacanze e le famiglie italiane nel pieno della crisi economica dovranno tirarsi su le maniche e trovare qualche centinaio di euro da risparmiare in più rispetto all’anno scorso, da sacrificare sull’altare dell’aumento dei costi. Lo spiega in un dettagliato report IlSole24Ore, che ci dimostra come da qui a fine anno sborseremo dai 200 ai 450 euro in più.

Tutta colpa della pressione fiscale, della crisi economica, delle manovre del Governo, ma anche di inveterati vizi – assolutamente inaccettabili – come quello di alzare il prezzo della benzina alla pompa in certi periodi dell’anno in spregio del prezzo al barile: le accise si fanno sentire, ritoccate sei volte nell’ultimo anno e mezzo.

Una stangata dell’ordine del 20% della spesa annua, che comincerà con l’aumento classico delle bollette energetiche e proseguirà con il ritocco all’insù delle addizionali comunali e regionali (+0,33% dell’Irpef, deciso nel decreto salva Italia), effetto anche della spending review: lo Stato centrale taglia, gli enti locali tassano.

Entro il 17 dicembre, poi, si dovrà pagare la seconda rata dell’IMU, conguaglio che quasi certamente sarà più alto del previsto. Secondo uno studio elaborato da Ref – Unioncamere, a pagare il conto saranno sia le famiglie che i single, gli anziani, anche se in modo differente: 194 euro per le persone sole, per la coppia di anziani di 282 euro, per la famiglia con i due bambini 467 euro.

L’effetto sarà, com’è ovvio, il ritorno dell’inflazione – se si può chiamare così, visto che l’economia è ferma contrariamente ai casi standard di questo tipo – che è stata calcolata attorno al 3%.

Per il 2013, il focus della ricerca del quotidiano confindustriale si concentra sul riccometro, destinato a modificare profondamente le spese delle famiglie, perché cambierà il criterio ISEE, che – anche giustamente – farà pesare maggiormente casa e ricchezza finanziaria. Ma le prime simulazioni dicono che i Comuni potrebbero rivedere in senso diminutivo le loro spese sociali, oppure, per mantenerle, essere costrette ad alzare le imposte.

Fonte: IlSole24Ore