Gli Stati Generali per la Conferenza Stato-Regioni hanno fatto al Governo proposte mirate a continuare nello sviluppo delle rinnovabili e a tenere sotto controllo l’impatto in bolletta.

L’applicazione dei decreti avrebbe effetti devastanti, con la riduzione degli incentivi da 12,4 a 11,2 miliardi di euro ed un taglio del 10%. E con il risultato di frenare la crescita delle rinnovabili e di mettere in ginocchio uno dei pochi settori in espansione pur in un periodo di forte crisi. Non affossare le rinnovabili e l’efficienza energetica è, dunque, una priorità, anche per raggiungere gli obiettivi del 2020.

Gli effetti dell’impiego delle tecnologie rinnovabili sono noti a tutti: le rinnovabili hanno coperto il 26% della produzione elettrica nazionale nel 2011 ed hanno registrato una forte espansione anche nel settore della produzione di calore. E inoltre gli interventi sull’efficienza energetica hanno favorito la crescita di un nuovo settore produttivo che ha creato oltre 100.000 posti di lavoro. E in piena crisi, ripetiamo.

Il sistema di incentivi va ovviamente adeguato, ma per gradi e attraverso interventi intelligenti e mirati, che possano assicurare alle varie fonti di energia rinnovabile la competitività e, nel contempo, favorire la crescita dell’occupazione, un guadagno economico per la collettività, la sicurezza energetica del Paese, la riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Il settore delle imprese energetiche verdi, di fronte ad una situazione che si prospetta abbastanza grave, attraverso il coordinamento tra le varie Associazioni, tende a confrontarsi con le istituzioni per modificare provvedimenti che potrebbero essere fatali. Gli “Stati generali delle rinnovabili e dell’efficienza energetica”, così costituiti, hanno presentato ai rappresentanti di Ministeri e Regioni le proposte per il settore termico e dell’efficienza, in particolare sulle criticità principali contenute nei decreti “elettrici”.

Poiché le proposte di decreti inviate alle Regioni, su fotovoltaico e rinnovabili elettriche, sono inadeguate e fortemente penalizzanti, gli Stati Generali chiedono di ridefinire e gestire meglio le modalità di supporto alle rinnovabili e all’efficienza. Ad evitare grossi rischi, anche di estinzione, di un comparto concretamente concorrenziale con le fonti fossili e con gli operatori elettrici tradizionali e per non mettere in ginocchio l’intero settore.

Si avrebbero in questo modo ingenti benefici per l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche, sia a livello occupazionale che sotto il profilo della riduzione delle emissioni inquinanti, e con una spesa molto ridotta, mentre la promozione del biometano, ad esempio, potrà dare importanti risultati anche nel settore dei trasporti.