Si è svolta ieri, in assenza degli imputati, l’udienza preliminare del processo a Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora, per induzione e sfruttamento della prostituzione. Per tutti e tre è stato chiesto il rinvio a giudizio, e le parole utilizzate dal pubblico ministero non lasciano spazio a interpretazioni: nella villa di Silvio Berlusconi, secondo la Procura, sarebbe stato messo in piedi un vero e proprio “bordello“, a uso e consumo del Premier e del suo enturage.

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Le ragazze, quasi tutte aspiranti lavoratrici nel mondo dello spettacolo, sarebbero state persuase a prostituirsi in cambio di denaro, favori, promesse, regali. Prima tra tutte, ovviamente, Ruby Rubacuori, la ragazza marocchina che proprio a causa della sua minore età all’epoca dei fatti è considerata parte lesa nel processo, e rappresenta un motivo di aggravio della posizione dei tre imputati.

Emilio Fede, direttore del Tg4, né Lele Mora, agente dei VIP attualmente in carcere per bancarotta fraudolenta, né Nicole Minetti, consigliere regionale in Lombardia, si sono presentati all’udienza.

Era invece presente Chiara Danese, la miss invitata ad Arcore insieme ad Ambra Battilana, con la quale si sarebbe allontanata dopo aver inteso il clima eccessivo delle feste a casa del Premier.

Secondo i PM, quella messa in piedi da Mora, Fede e Nicole Minetti, sarebbe una vera e propria organizzazione, in cui sarebbe individuabile una spartizione dei ruoli e dei compiti.

Lele Mora, facilitato dalla sua professione, sarebbe stato l’arruolatore. Emilio Fede invece, grazie anche alla possibilità di prospettare un futuro televisivo alle ragazze, avrebbe avuto il compito di assicurarne la fedeltà e il silenzio, valutando chi fosse sufficientemente disponibile per svolgere il compito di allietare le serate del Premier.

Nicole Minetti, invece, secondo i PM sarebbe stata l’addetta alla logistica: dove sistemare le ragazze, come ricompensarle, risolvere i loro piccoli problemi quotidiani in modo da non scontentarle, trovar loro un appartamento in affitto da intestarsi in prima persona, e così via.

Dopo la ricostruzione del PM, il gup Mariagrazia Domanico, ha rinviato l’udienza al prossimo 11 luglio e ha accolto la richiesta di costituirsi parte civile avanzata da Chiara Danese e Ambra Battilana, le quali lamentano un danno di immagine dalla vicenda.