Riqualificazione energetica e messa in sicurezza sono le chiavi del futuro, finestre aperte su innovazione e sostenibilità nel settore delle costruzioni: questi i dati desunti dal primo rapporto dell’Osservatorio congiunto Fillea Cgil e Legambiente.

Contro la crisi, Fillea Cgil e Legambiente propongono un nuovo modello per il settore delle costruzioni in evidente situazione di stallo, un nuovo percorso che passa dalla riqualificazione energetica degli edifici al recupero del patrimonio edilizio esistente all’innovazione tecnologica in edilizia per introdurre nuovi criteri energetici e ambientali.

Non è impossibile uscire dall’impasse, può essere difficile ma è possibile. Intanto urge rendere più vivibili le città, ammodernare l’edilizia esistente mediante nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita e la sicurezza delle persone che ci abitano e ci lavorano, diminuire le spese di gestione delle case; e rendere più belli e funzionali i quartieri recuperando l’esistente e creando nuovi posti di lavoro duraturi e qualificati.

È quanto viene confermato nel primo rapporto congiunto su Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio “Costruire il futuro” presentato al salone internazionale dell’edilizia (SAIE) di Bologna. In Italia, quindi, ci troviamo in un’evidente situazione di stallo, dalla quale è possibile uscire puntando essenzialmente su due obiettivi: l’innovazione e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

Il motivo è evidente: occorre mettere in campo una profonda trasformazione delle pratiche progettuali e costruttive per migliorare la sostenibilità ambientale nelle costruzioni e in particolare le prestazioni energetiche, allo scopo di ridurre consumi e bollette delle famiglie, e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio in un territorio a rischio anche per la costruzione di nuove case, legali o abusive che siano.

Considerando che il 60% degli edifici a prevalente uso residenziale è stato realizzato prima dell’introduzione della legge antisismica del 1974, si riesce a comprendere la dimensione del rischio che si corre e dove si deve intervenire a priori, creando nel contempo tanti nuovi posti di lavoro, qualificati e duraturi.

Insiste su un punto il rapporto ”Costruire il futuro”. Su una serie di interventi mirati al sostegno dell’economia sostenibile delle costruzioni, con particolare attenzione alle prestazioni energetiche degli edifici, allo sviluppo delle rinnovabili e alla certificazione energetica. Il risultato sarebbe quello di un concreto miglioramento della qualità della vita dei cittadini e un aumento dell’occupazione pari a 600 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni. Interventi mirati, appunto, a ”Costruire il futuro”.