Molti lavori ci costringono ad avere una vita sedentaria, il che non fa per niente bene alla nostra salute. Gli impiegati, poi, corrono più rischi quando si tratta di cancro all’intestino: chi sta per dieci anni o più dietro a una scrivania, come contabili o professionisti di computer, corre molti più rischi di sviluppare un cancro al colon distale.

L’informazione giunge da una ricerca condotta dall’Istituto di ricerca medica dell’Università del Western Australia, che ha raccolto dati sullo stile di vita, attività fisica e carriera lavorativa di oltre duemila uomini e donne di un’età compresa fra i 40 e i 79 anni.

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Le mansioni lavorative sono state categorizzate in cinque gruppi, ovvero attività sedentaria leggera come quella che fanno gli insegnanti, attività media come quella degli infermieri, pesante come gli agricoltori e molto pesante come quella che svolgono i minatori.

Messi a confronto, è emerso come i partecipanti allo studio che hanno trascorso almeno dieci anni dietro a una scrivania di un ufficio o di qualunque altra sede, abbiano un rischio di sviluppare tale tipo di tumore pari a quasi il doppio. Il rischio invece di contrarre un cancro rettale è pari al 44%.

Condurre una vita sedentaria è dunque un fattore di rischio per la salute, come spiega l’autore della ricerca, l’epidemiologo Terry Boyle:

Il comportamento sedentario si rivela un fattore importante di rischio per molte malattie croniche. È importante che chi lavora in ufficio cerchi di stare anche in piedi e di prendere pause dal lavoro seduto ogni 30 minuti, e di compiere attività come alzarsi dalla sedia e andare a parlare di persona con i colleghi invece di mandare email e fare telefonate.

Chi pratica dunque questo tipo di lavori dovrebbe cercare di tenersi in movimento quanto più possibile: basta poco, come ad esempio fare spesso delle pause e camminare o andare da qualche collega per fornirgli qualsiasi informazione, piuttosto che alzare la cornetta del telefono o mandare email. I rischi sono tanti e sono noti, e la prevenzione come sempre si rivela l’unica arma possibile per rischiare di meno.