Aumentano i casi di depressione in Italia e nel mondo: a rischio è soprattutto chi vive nelle grandi città. Secondo diversi studi condotti tra l’Italia e gli Stati Uniti, a sviluppare più facilmente la malattia del secolo sono proprio gli abitanti delle metropoli.

Particolarmente esposti sono i residenti nelle aree più disagiate, i cosiddetti quartieri periferici. Tra le cause di questa maggiore incidenza vi sono il senso di insicurezza, la criminalità e la povertà. Per la prima volta in Italia si cercherà di affrontare il problema attraverso un convegno internazionale, durante il quale interverranno i più grandi esperti di salute mentale.

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L’obiettivo è quello di capire il nesso tra i disturbi dell’umore e dell’ambiente, cercando di valutare le diverse possibilità d’intervento.

Ha spiegato Mariano Bassi, primario di Psichiatria all’Ospedale Niguarda di Milano, promotore del convegno:

“è assodato che l’ambiente ha enormi responsabilità in termini di disturbi mentali; diciamo che per la depressione i cosiddetti elementi costituzionali incidono per il 50%. Il restante 50% è collegato al contesto anche sociale in cui si vive. In alcuni studi è stato evidenziato un cambiamento dell’umore tra gli abitanti di un quartiere e quelli di un altro”.

L’equipe del professore Bassi ha condotto uno studio sulla città di Milano. Il capoluogo lombardo è stato diviso in 88 zone, in base a caratteristiche ben definite, come presenza di aree verdi, qualità dei servizi e numero di luoghi di aggregazione.

Dalla ricerca è emerso che gli abitanti più a rischio depressione, tenuto conto delle diverse variabili individuali, sono quelli delle periferie e delle aree più degradate della città. Una metropoli a due facce, dunque: una piena di possibilità, l’altra ricca di insidie.

Mettendo da parte gli abitanti della città che sono nati e cresciuti a Milano, chi decide di trasferirsi dalla provincia alla grande città lo fa in genere per migliorare la sua condizione di vita, per avere una possibilità in più di realizzazione che le piccole realtà spesso non concedono. Certo non deve essere piacevole scontrarsi, a volte, con le stesse difficoltà che si è cercato d’abbandonare, sommate alla presenza ingombrante del cemento.

Ecco perché durante il convegno che si terrà oggi 7 aprile e domani nell’auditorium della Casa dell’energia di Milano, si proporranno nuove politiche urbanistiche e sociali, come più aree verdi, luoghi di aggregazione e campi da gioco, nonché maggiore attenzione ai rapporti tra vicinato e sperimentazione di nuove forme di coesione.

Solo attraverso il sostegno di gruppo e la forza di volontà individuale quel male che è la depressione potrà essere affrontato e debellato.