In Italia il consumo energetico in casa è molto elevato: si pensi che la quota annua di energia elettrica per l’illuminazione rappresenta il 13 % del consumo totale di elettricità nel settore abitativo e ha un peso abbastanza notevole sulla bolletta energetica delle famiglie.

Per evitare sprechi e contenere i costi è consigliabile usare sempre degli accorgimenti: tenere accese solo le luci realmente necessarie, progettare l’illuminazione in modo intelligente, sfruttare il più possibile la luce naturale e scegliere tappezzerie e rivestimenti che conferiscano maggiore luminosità all’ambiente domestico.

Un accorgimento fondamentale per la riduzione dei consumi è indubbiamente la scelta delle lampadine, che contribuisce moltissimo a ridurre i consumi. Sono le lampadine a risparmio energetico, in particolare le cosiddette lampade fluorescenti o a risparmio energetico, che illuminano grazie a una scarica generata da una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in un gas. Queste lampadine hanno un costo iniziale un po’ più alto rispetto ai tradizionali modelli a incandescenza, ma sono più efficienti e durano più a lungo delle vecchie lampadine.

Secondo stime recenti dell’assessorato all’Ambiente della Provincia di Bologna, in particolare, la sostituzione di bulbi al tungsteno con lampadine a risparmio energetico in un appartamento standard composto da cucina, salotto, camera da letto, bagno e disimpegno permette di ridurre il consumo annuo di elettricità di circa il 75%. Le lampade a fluorescenza, però, creano problemi in fase di smaltimento dei dispositivi giunti a fine vita per la presenza di mercurio al loro interno.

Più consigliabili le lampadine a LED, realizzate con tecnologia relativamente recente e in grado di garantire elevati livelli di efficienza e durata. Il risparmio rispetto alle tradizionali lampadine alogene arriva anche all’80-90%, mentre la durata può superare le 50.000 ore di utilizzo. A differenza delle lampade a filamento, inoltre, i LED sono particolarmente resistenti e si degradano lentamente, riducendo la propria funzionalità in modo graduale: in sintesi, non si fulminano.

E inoltre, a differenza delle lampade fluorescenti, i diodi non contengono mercurio, anche se il loro smaltimento a fine vita richiede sempre delle cautele. I LED, infatti, non vanno gettati nella spazzatura, ma devono essere riconsegnati al negoziante o smaltiti attraverso il sistema comunale di raccolta dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE).