Non sono molti ad oggi gli italiani disponibili a valutare e programmare interventi per la riqualificazione energetica della loro casa.

In realtà, solo il 43%, quindi meno della metà dei nostri connazionali si dichiara favorevole a migliorare le prestazioni energetiche domestiche. Comunque esiste una percentuale se pur minima, il 13%, che ha già programmato almeno un intervento da realizzare nel giro di un anno. È quanto si desume dai dati presentati dall’Osservatorio sull’Efficienza energetica di Domotecnica.

È la fotografia di un Paese che ha ancora delle titubanze sull’opportunità, anzi sulla necessità di ridurre i consumi domestici. Infatti, in casa si utilizzano ancora le vecchie caldaie, mentre quelle più moderne e a basso consumo energetico, come le caldaie a condensazione o le pompe di calore, vengono ancora ignorate. Questo sta ad indicare la presenza, in Italia, di un potenziale mercato del risparmio energetico valutabile in miliardi di euro e in una forte potenziale occupazionale nell’ambito del riscaldamento e raffreddamento e delle ristrutturazioni edilizie.

È, questo, un momento importante per l’efficienza energetica e per l’economia familiare. Oggi per la famiglia e la piccola impresa sono disponibili tantissimi prodotti ad alta tecnologia per ridurre la spesa energetica divenuta molto onerosa. Ma c’è un grosso problema, anzi l’unico problema oggi: mancano i soldi alle famiglie per affrontare spese importanti come quelle per lavori di risparmio energetico. Ma è una decisione che ha bisogno di tempo, di riflessione e forse si arriverà a capire che gli interventi per il risparmio energetico in casa sono necessari. In quanto alla spesa, si ricorda che questi interventi, per la maggior parte, sono coperti dalle agevolazioni fiscali del 55% in dieci anni e, in alcuni casi, c’è l’Iva agevolata al 10%.